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L'incontro tra Dante e Beatrice

by Giovanni Paolo Distratis

Pages 4 and 5 of 13

L'INCONTRO DI BEATRICE CON DANTE
L'INCONTRO CON BEATRICE CANTO XXX PURGATORIO
Dante dopo aver attraversato le sette cornici della montagna del Purgatorio, giunge nel Paradiso Terrestre dove appare in mezzo ad una nuvola, la sua amata Beatrice.
Dante descrive l'apparizione di una donna coperta da una nuvola di fiori e la paragona a quella del sole che talvolta sorge coperto e velato da spessi vapori che rendono l'oriente di colore roseo.La donna indossa un velo bianco e una ghirlanda di ulivo.
Lo spirito di Dante avverte subito la potenza dell'amore, tanto che riconosce quella figura come la donna amata in vita, Beatrice.
Tale è lo sbigottimento, che , come un fanciullo si volge verso la mamma, Dante si rivolge a Virgilio per comunicare le sue emozioni ma, si accorge che egli è scomparso.

A Virgilio, allegoria della ragione e della conoscenza si sostituisce la Beatrice celeste, simbolo della teologia, risorsa per accedere all'ultimo regno.
Beatrice non è un' invenzione poetica ma, una donna reale, amata senza ricambio, un sogno reso impossibile.Beatrice è nella mente e ancor prima nel cuore di Dante.

Beatrice è inaccessibile per cui non resta che spiritualizzarla.
L'incontro con Beatrice, dunque, appare un momento in cui Dante vive un' ambivalenza di emozioni: se da una parte gioisce alla visione della sua amata, dall'altra vive sentimenti di dolore perché perde la compagnia di Virgilio
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L'incontro di Beatrice con Dante nel Paradiso Terrestre si incentra su una successione di metafore e similitudini che rendono il canto sublime, divino.
Infatti per Dante la luce di Cristo si manifesta o in un certo senso si incarna in Beatrice, la donna amata.
Numerose sono le figure retoriche:
- Verso 24 troviamo un'anastrofe( '' di bel sereno addorno'');
- Versi 25-32 si snoda una similitudine;
- Verso 34 c'è un'anastrofe ('' spirito mio'')( mio spirito );
- Versi 34-35 enjambement ( co tanto /tempo);
- Verso 38 anastrofe ( Che da lei mosse ) ( che proveniva da lei) ;
- Verso 42 anastrofe ( fuor di puerizia fosse ) ( fossi uscito dall'infanzia ) e metafora ( prima ch'io fuor di puerizia fosse ) ( quando avevo nove anni);
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- Versi 43-45 similitudine ( ''volsimi ... afflitto'' );
- Versi 46-47 enjambemment (dramma / sangue );
- Versi 49-50 enjambemment (''scemi /di sè'').
Il mondo dell'arte ha dato grande valore all'incontro fra Dante e Beatrice e alla figura di questa donna così amata, ritratta come un angelo, come una creatura divina di contro alla inconfondibile toga rossa che contraddistingue Dante.

Nel 1840 Odilon Redon ci tramanda la descrizione della forza cinetica, incontrollabile che si scatena in Dante alla vista della sua Beatrice e che meglio esprime i versi di questo canto trentesimo.
Dante viene rappresentato in atteggiamento di riverenza verso la sua amata, leggermente inclinato, in segno di fedeltà, di rispetto, di sottomissione.
L'opera coglie la magia dell'incontro, l'emozione vissuta dai due facendoceli cogliere fra le pennellate e le tecniche del colore.
Beatrice dal candido volto è l' astro più luminoso. La luce di Beatrice, come un sole che sorge irradia Dante circondandolo dei colori dell'alba.Infatti Redon Odilon predilige le cromie dal giallo al viola.
I due sono collocati sulla cima della montagna del Purgatorio e vivono il loro incontro con intensità
Beatrice dal candido volto è l' astro più luminoso. La luce di Beatrice, come un sole che sorge irradia Dante circondandolo dei colori dell'alba.Infatti Redon Odilon predilige le cromie dal giallo al viola.
I due sono collocati sulla cima della montagna del Purgatorio e vivono il loro incontro con intensità

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