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Il Vesuvio

by nicoletta pizzo

Pages 2 and 3 of 17

IL GIGANTE CHE DORME
STORIA DEL VESUVIO
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Vesuviovulcano della Campania, si eleva maestoso, dominando il golfo di Napoli, è l'unico vulcano attivo del continente europeo (escluse le isole) e uno tra i più interessanti di tutto il mondo. Tipico esempio di vulcano a recinto, è costituito da un cono esterno tronco (monte Somma), con grande cinta craterica in parte demolita, entro la quale si trova, in posizione eccentrica, un cono più piccolo (Gran Cono o Vesuvio) ma più elevato della cinta suddetta.
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Nel dettaglio...
Prima della celebre eruzione del 79 d.C., aveva una forma più compatta, ma il suo risveglio avvenne con una tale violenza che un’immane esplosione distrusse la parte superiore del vulcano creando una vasta cavità circondata da un vallo circolare, detto anche recinto. Esso appare così costituito da due protuberanze il Somma, il cono esterno, la cui punta estrema il Nasone, a Sud-Ovest, raggiunge i 1132m, e il Gran Cono, ossia il vero e proprio Vesuvio, il cui punto più alto tocca i 1186 m. Senza l’eruzione del 79 d.C., oggi il Vesuvio-Somma raggiungerebbe i 2500 m e sarebbe il più alto vulcano d’Italia
Il Vesuvio appartiene alla categoria dei "vulcani grigi" per il tipo di materiale che emettono quando entrano in attività: gas e ceneri in abbondanza che obbligano ad una fuga precipitosa, spesso senza speranza, chi vive nel raggio di decine se non centinaia di chilometri dal cono vulcanico. Le lave, in questo tipo di eruzione, sono di secondaria importanza e di solito seguono dopo giorni o settimane i gas ed i lapilli.
Caratteristiche di queste eruzioni sono le nubi ardenti: si tratta di gas e materiali vari tanto pesanti da non riuscire a salire verso i cieli e, dunque, costretti a percorrere i fianchi del vulcano anche a 150 km/h, sfondando ed incenerendo qualunque ostacolo incontrino sul loro percorso.
Il materiale più leggero riesce a salire verso l'alto rimanendo in sospensione nell'atmosfera, così da creare una notte innaturale che può prolungarsi per giorni interi, poi ricade sotto aspetto di pioggia infernale.. Durante l'eruzione del 1631, la barriera naturale del monte Somma, un ostacolo sulla via della nube ardente alto ben 250 metri, riuscì a malapena a salvare i centri abitati a Nord del Vesuvio. Attualmente l'area vesuviana conta milioni di abitanti; un’eruzione potrebbe causare la morte di centinaia di migliaia di persone Proprio per questa pericolosità e per la misteriosità che lo avvolge il Vesuvio è oggi uno dei vulcani più studiati al mondo. https://youtu.be/33QYF2rZKjE
"Il Vesuvio: formazione e storia" L'eruzione del 79 d.C., che distrusse Ercolano e Pompei, avvenne dopo un periodo di lunghissima stasi, al punto che in quegli anni la popolazione del luogo non riconosceva più il Vesuvio come vulcano ma come semplice monte, come si può osservare in un dipinto dell'epoca rinvenuto a Pompei. Dal 1631 al 1944, il Vesuvio è stato un vulcano "addomesticato", cioè ha seguito un andamento eruttivo continuo, con il condotto praticamente sempre aperto, di modo tale che era possibile intuire le eruzioni. Dopo una grande eruzione (come quella del 1631, 1872 o 1906) tutto il magma è stato eiettato e il condotto, svuotato, fa crollare la parte sommitale. Il Vesuvio quindi entra in un periodo di riposo (quiescenza) che dura in media tra i 3 e i 7 anni, durante i quali il cratere emette solo gas. Successivamente, piccole esplosioni di ceneri sul fondo del cratere cominciano a costruire un cono di scorie, le cui dimensioni possono aumentare a seconda della pressione che comincia ad accumularsi nella camera magmatica, e che danno il via ad un'attività persistente che può durare da un minimo di 7 ad un massimo di 30 anni. 
Il periodo di maggiore attività si è avuto durante la seconda metà del XVIII secolo con cicli della durata media di 10-15 anni mentre quello di minore attività si è avuto tra il 1872 e il 1944 con due cicli della durata di 34 e 38 anni. Dopo l'eruzione del 1944, il Vesuvio è caduto in uno stato di quiescenza.Tuttavia, nel 2001, una ricerca condotta dalle Università di Napoli e di Nizza, e i cui risultati sono stati pubblicati su Science, ha permesso di accertare che a una profondità di circa otto chilometri sotto la superficie è presente un accumulo di magma che si estende per circa seicentocinquanta chilometri quadrati, dal centro del golfo di Napoli fin quasi ai contrafforti preappenninici. Per questo motivo potrebbero manifestarsi segnali di ripresa dell'attività in qualsiasi momento che inducono a tenere il Vesuvio sotto costante osservazione.
Il Parco nazionale del Vesuvio è nato il 5 giugno 1995 per il grande interesse geologico, biologico e storico che il suo territorio rappresenta. La sua sede è collocata nel comune di Ottaviano. È stato istituito principalmente per:
conservare i valori del territorio e dell'ambiente, e la loro integrazione con l'uomo;
salvaguardare le specie animali e vegetali, nonché le singolarità geologiche;
promuovere attività di educazione ambientale, di formazione e di ricerca scientifica.
Il Parco nasce poi dall'esigenza di valorizzare e difendere il Vesuvio.
Il territorio, ricco di bellezze storiche e naturalistiche, vanta una produzione agricola unica per varietà e originalità di sapori.
Un'ulteriore singolarità di questo Parco è rappresentata dalla notevole presenza di specie floristiche e faunistiche se si rapporta alla sua ridotta estensione: sono presenti ben 612 specie appartenenti al mondo vegetale e 227 specie (tra quelle studiate) appartenenti a quello animale.
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