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Festa dei gigli

by Antonio Napolitano

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LA FESTA DEI GIGLI DI NOLA
BREVE STORIA DELLA MIA CITTA'
Antonio Napolitano gruppo 8
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La leggenda vuole che nel 431 la città abbia accolto il vescovo al suo rientro con dei fiori, dei Gigli per l'esattezza e che i Nolani lo abbiano scortato fino alla sede vescovile
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Video introduttivo con cenni storici
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Ogni anno il 22 giugno, più precisamente la domenica successiva a questa data, si tiene a Nola, in Campania, la Festa dei Gigli in onore di San Paolino, co-patrono della città con San Felice vescovo e martire e San Massimo. “Giglio” è il nome che viene dato alla macchina da festa: un obelisco fatto di assi di legno, dell’altezza di venticinque metri e del peso di circa dodici quintali, tradizionalmente rivestito di cartapesta sulla facciata. Gli otto gigli, sono intitolati ad antiche corporazioni di mestieri e artigiani, si hanno il giglio dell’Ortolano, del Salumiere, del Bettoliere, del Panettiere, del Beccaio, del Calzolaio, del Fabbro e del Sarto e in quest’ordine vengono trasportati a spalla, ciascuno da un insieme di circa centoventi uomini, detta “paranza”, seguendo il ritmo della musica eseguita da musicisti e cantanti sistemati su due tavole da ponte poste sulla base, lungo un percorso che si snoda per le strade del centro storico della città, tra la mattina della domenica e le prime luci del giorno dopo.
La tradizione popolare vuole che la festa celebri il ritorno a Nola di San Paolino dalla schiavitù in Africa.
Ponzio Meropio (Anicio) Paolino, nato nel 353/354 a Burdigala nella Gallia Aquitania, membro di una delle famiglie di spicco dell’aristocrazia senatoriale romana, giunse all’episcopato della diocesi di Nola tra la fine del 409 e gli inizi del 410, dopo essere stato ordinato sacerdote a Barcellona e aver scelto di stabilire la sua dimora in una proprietà di famiglia che doveva trovarsi non lontano dal santuario martiriale di Felice, alle porte di Nola, città che aveva scelto quale sua sede quando tra il 379 e il 381 era stato governatore della provincia Campana.
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Secondo la tradizione popolare, la Festa dei Gigli introduce nell’ordine di sfilata degli otto gigli, collocandola tra il quarto e il quinto obelisco, la cosiddetta “barca”, un’ulteriore macchina da festa, che sulla base di legno, avente la stessa struttura dei gigli fino ad un’altezza di tre metri, imposta la riproduzione di un’imbarcazione, atta a simboleggiare il viaggio di ritorno di Paolino per mare dalla prigionia africana.
IL SIMBOLO DI NOLA
Thought Bubble
LA BARCA
È impossibile dire quando la Festa sia stata celebrata per la prima volta. Ogni anno per ognuno degli obelischi vengono scritte canzoni, che vengono associate alle diverse fasi della cosiddetta “ballata” dei gigli e della barca.
Il Giglio che oggi è protagonista della Festa in onore di San Paolino è il risultato dell’evoluzione di una sorta di ex voto, che nei secoli ha assunto forme e dimensioni diverse, fino a diventare la macchina da festa che assembla assi di legno intorno a un’anima centrale, sempre lignea, detta “borda”, elevandosi da terra per un’altezza di venticinque metri, fino a raggiungere un peso di circa dodici quintali, il cui trasporto a spalla a suon di musica da parte dei cosiddetti “cullatori”, che costituiscono la “paranza”, non può non tradursi in una prova di forza, oltre che di fede nei confronti di San Paolino, un autentico spettacolo !
PER NOI NOLANI
Questa festa, con le sue radici storiche e religiose, rappresenta un autentico tesoro culturale per la città di Nola e per l’intera regione campana. L’inclusione di questo evento nella Rete delle grandi macchine a spalla italiane e nel Patrimonio orale e immateriale dell’umanità dell’UNESCO non fa altro che sottolineare ciò che i nolani già sanno da secoli: la festa dei Gigli di Nola è un inestimabile valore storico da mantenere vivo nei secoli a venire.
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