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Il viaggio verso l'isola che ci sarà

by Manjola Greku

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Il viaggio
verso l'isola che ci sarà
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5A Manin
1
La mia isola

Nell'isola che non c'è ha bussato un nuovo giorno.

Peter si è svegliato presto e voleva fare il solito giro sulla spiaggia. Ha dovuto aprire il piccolo cancello che tanto tempo fa aveva costruito con i bambini sperduti. Non era vecchio, né brutto, ma Peter ha avuto
l'impressione che gli stesse antipatico. Così, lo ha spinto forte e il piccolo cancello sospirò per il dolore.
2
Subito gli corse incontro uno dei bambini sperduti:
-Buongiornoooo! Come hai dormito Peter?
-Bene, come al solito!
-Certo che sì, hai il letto più comodo che si possa immaginare! Un'amaca riempita di piume morbide e di tutti i colori.
-Già! Sempre quello ho. E tu, come hai dormito?
-Noi bambini sperduti abbiamo dormito benissimo. Siamo carichi per una nuova avventura. Oggi vogliamo giocare e ridere tutti insieme.
-Già, come al solito!
-Oggi voglio trovare un nuovo posto dove nascondermi: dentro alla cascata del fiume, dove quel vecchio abete da tempo ci aiuta ad entrare con i suoi rami.
-Quello è un vecchio nascondiglio!
3
Peter continuò il suo cammino verso la spiaggia. Strada facendo ha tirato su la palma anziana, che da tempo aveva mal di schiena. Ha mosso le foglie degli alberi e ha fatto cadere la rugiada su quei fili d'erba tanto assetati. Sembrava che agli alberi non importasse di loro e prendevano per se tutta la luce e la rugiada; anche la pioggia forte però.
Lì davanti la grande roccia appuntita anche oggi sembrava volesse toccare il sole. Aveva lo sguardo fiero, sempre verso l'alto, anche dopo dure battaglie contro la pioggia e il vento.
-Ciao grande roccia, cosa mi racconti?
-Ciao Peter, oggi è un altro giorno ed io cercherò di toccare il sole.
-Già! Come al solito!
4
-Buongiorno fiori!-urlò Peter.
Il campo era pieno di fiori gialli e bianchi vicino alla roccia. Si vedeva che i colori del sole facevano fatica ad attraversare il corpo ruvido e duro della roccia.
-Buongiorno Peter! A te il nostro più buon profumo!
Peter respirò con tanto piacere il solito profumo.
Poi andò a salutare il suo vecchio amico granchio che anche oggi stava facendo esercizi di coordinazione. Era talmente buffo che Peter, anche se ci era abituato, si mise a ridere.
5
Davanti a lui apparve maestoso il mare, azzurro profondo, senza fine. Non si riusciva a capire dove finisse il mare e dove iniziasse il cielo. L'azzurro toccava morbidamente la spiaggia, creando un esercito di archi abbracciati. Il mare si intrufolava dentro la sabbia in cerca di conoscerla bene e ne veniva fuori una schiuma bianca di discorsi allegri.
O forse si stavano prendendo il cappuccino laggiù?
Là, in mezzo a questo azzurro infinito, la nave continuava a russare. Era bellissima, le vele bianche amiche dei buoni venti erano stupende. L'albero Maestro, fiero, si alzava verso il cielo aprendo le braccia lunghe per aiutare l'albero del Parrocchetto, posizionato verso la fine della nave, e l'albero del Belvedere, che nella parte anteriore non staccava gli occhi dall'orizzonte. Ma la nave non se ne rendeva conto, lei dormiva, dondolata dalla premura delle acque amiche, che da tanto tempo la stavano ospitando. 
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