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L'Isola del Sole

by Sara Bordin

Pages 2 and 3 of 54

L'Isola del Sole
Viaggio all'Isola del SOLE
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Era un bel giorno di metà marzo, quando siamo partiti per la nostra gita. La nostra destinazione era l’Isola del SOLE. Le nostre insegnanti ci dicevano che era un luogo magico....
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Eravamo molto emozionati, ci si prospettava un bel viaggio in mare. Insieme ci saremo divertiti e al nostro arrivo ci saremo goduti un po’ di sole, in riva
al mare, gustandoci una bella bevanda fresca.
La nostra vacanza però, ha preso tutta un’altra piega, quando la sera dopo la nostra partenza, ci siamo imbattuti in una tempesta talmente potente che la nostra nave è approdata in un luogo molto lontano da dove saremmo dovuti arrivare. è iniziata così, la nostra lunga avventura...
AVVENTURA NEL CASTELLO DI TIRANA
Dopo quel brutto temporale, toccammo terra.
Scendemmo dalla nave perché mancavano provviste di cibo e acqua. Ci trovammo in un luogo simile a una giungla dove si trovavano vari frutti. Chiara prese in mano una specie di banana di colore blu.
Toccata questa banana, fummo catapultati dentro a un castello con un cartello con su scritto: “castello di Tirana di proprietà del conte Bartolomeo di Albania”.
Ci entrammo e capimmo subito che non eravamo graditi perché cinque soldati ci puntarono contro le loro lance.
Ci portarono con forza nella sala del conte che chiese cosa volevamo e noi rispondemmo che ci servivano delle provviste perché avevamo fatto un lungo viaggio.
Il conte ci chiese di indicargli la nostra nave e noi gliela mostrammo, sorpresi della richiesta fatta. Il conte prese un cannone e noi subito capimmo cosa voleva fare e cercammo di fermarlo, ma le guardie ci catturarono e ci portarono nelle segrete. Chiusero ciascuno di noi in una cella diversa, ci diedero un pezzo di pane e un po’ di acqua.
Riccardo si ricordò di avere carta e penna e scrisse sopra alcune idee su come uscire. Decidemmo di agire in questo modo:
Fase 1
Greta scrisse una lettera indirizzata la Conte, con su scritto:
“Sappiamo cosa ha fatto. Ha imprigionato quattro membri della marina francese (che siamo noi) se non li libera assedieremo il suo castello fino a che non avremmo distrutto il vostro impero!

                                                      Napoleone Bonaparte”


Fase 2
quando passò il consigliere Janes lo colpì, facendolo cadere a terra e gli rubò i vestiti, per poi darli a Riccardo che consegnò la lettera minatoria al conte.
Fase 3
Tornammo subito in prigione per nascondere abiti e vittima in uno stanzino.
Fase 4 
Il conte fu costretto a liberarci e noi fummo di nuovo in libertà. Sull’isola, prima di salpare, riuscimmo a fare provviste di banane blu e diversi frutti esotici, poi trovammo un ruscello e facemmo provviste anche di acqua. Salimmo in fretta sulla nave, metà distrutta, e salpammo in fretta e furia. 
Sulla nave ritrovammo il resto della nostra ciurma. Il comandante ci comunicò che avevano perso due cannoni  e che l’albero maestro era rotto e quindi tutti insieme dovevamo remare fino alla prossima tappa e così facemmo.
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