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Le grotte d'Ercole

by Sara bordin

Pages 4 and 5 of 10

fff
I
TRE
AVVENTUROSI
 Siamo  Pietro, Malak e Muskaan che scrivono. abbiamo deciso di scrivere perchè vogliamo raccontarvi una storia successa un annetto fa.
Era una fredda giornata d’inverno, eravamo su una nave in mezzo al mare con i nostri compagni.  ci stavamo divertendo fino a quando non si sentì un rumore brusco: si era rotto l’albero maestro. Noi tutti impanicati non sapevamo cosa fare, quando Malak vide una terra in lontananza. noi con i remi provammo ad arrivarci e ci riuscimmo.  Subito tutta la classe cercò il pezzo di ricambio per costruire un nuovo albero maestro. Noi invece esplorammo  l’isola, vicino alle grotte d'Ercole.
Trovammo molte cose interessanti. Dopo qualche ora la professoressa ci venne a chiamare. noi dicemmo che volevamo rimanere ancora per circa un mese. La professoressa ci disse che andava bene e che ci sarebbero venuti a riprendere. Allora la classe partì. 
Noi girammo parlando fino a quando in lontananza vidimo una imbarcazione abbandonata.
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Noi incuriositi ci addentrammo. Subito volevamo uscire perchè vedevamo soltanto ragnatele, in successione trovammo molte cose interessanti tra cui uno stanzino dove al suo interno c'erano molte immagini di un uomo. Era palesemente un pirata; ma non normalissimo perchè a differenza degli altri pirati (almeno pensammo) era vestito con un abito di seta rossa, aveva una lunga sciabola con molte decorazioni e come se non bastasse aveva un uncino d’oro molto affilato. L’uomo era molto brutto e sembrava ubriaco.
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La stanza conteneva molto oro scintillante e tanti minerali costosi diversi. In cima a una montagnetta d’oro c’era uno scrigno rivestito di smeraldi.
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 Noi stupidamente lo prendemmo e facendo i finti vittoriosi ce ne andammo.
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Non sapevamo una cosa però: all’interno della barca c’era un pirata con i poteri magici, lui poteva resuscitare la sua ciurma; una volta chiamata GLDO cioè Grandi Ladroni Dell’Oceano.
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Noi queste informazioni le ricavammo in successione da dei documenti scritti.

Eravamo sull'isola occupati a procurarci delle provviste per sopravvivere, quando Pietro sentì un rumore provenire dagli alberi. Noi ci allertammo e vidimo un uomo vestito di stracci. Noi preoccupati gli parlammo; poi scoprimmo che era un ladro scappato dalla sua stessa imbarcazione perché accusato di aver rubato il tesoro. Lui ci guardò male e ci  disse che lo scrigno ce l’avevamo noi.
L’uomo ci disse di aprirlo, noi obbedimmo.Per aprire lo scrigno dove conteneva tali oggetti si trovava una chiave accanto ad esso e vicino alla chiave c’era scritto che una pietra poteva far sparire la persona che la toccava.
Al suo interno trovammo molte monete ma anche tre oggetti: erano una piccola tastiera, una specie di scettro e la pietra di prima. Noi incuriositi ce le dividemmo. A Pietro spettò lo scettro, a Malak la pietra e a Muskaan la tastiera; subito noi ci misimo a provare i poteri di questi oggetti. Lo scettro di Pietro faceva addormentare chi puntava, la pietra di Malak faceva sparire chi la toccava, e la tastiera di Muskaan sparava note magiche. Il ricercato, nel frattempo se ne era andato. Era una tranquilla sera, dall’ultimo episodio strano erano passate quattro settimane, ci stavamo addormentando quando Muskaan vide delle fiaccole fuori dalla finestra.
Ci avvisò di quello che vide, noi capimmo che erano i pirati, venuti a cercarci per quello che avevamo rubato. A capo di quella banda c’era il pirata che avevamo visto rappresentato nei quadri. Erano moltissimi e ad uno strillo del capitano tutti vennero verso di noi.  Noi  prendemmo gli oggetti raccolti in precedenza e li provammo ad usare per sconfiggerli. Era molto dura perché era la prima volta che noi usavamo delle specie di armi e quindi cominciammo a scappare a gambe levate. Nel giro di poco tempo li seminammo, e per pura fortuna vidimo la nave dei nostri compagni che c’era venuta a prendere.
Noi pur non avendo il tesoro ci guardammo negli occhi con uno sguardo di felicità perchè sapevamo di essere salvi.

Malak, Muskaan e Pietro
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