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Formazione di un buon cittadino

by Gabriele Faiella e Giulia Serafini

Pages 2 and 3 of 20

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Introduzione
La costituzione non è una cosa che va avanti da sola, non è una macchina, ma è qualcosa che deve essere nutrita e questo nutrimento deve essere dato dalla coscienza civile. Calamandrei, nel suo discorso sulla costituzione, quando esclama: “com’è bello rendersi conto delle cose!”, intende spronare i giovani ad avere consapevolezza sociale, civile, civica. Per questo motivo è opportuno studiare educazione civica nelle scuole. Che senso ha studiarla se non per assumere consapevolezza civica cioè per sapere che la libertà dentro la quale noi viviamo va mantenuta, preservata, custodita, tutelata con la capacità di rendersi conto, col senso critico, col saper ragionare, col saper valutare.

-Quando leggo nell’art 2 “l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica, sociale, quando leggo nell’articolo 11 “-l’Italia ripudia le guerre come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli, la patria italiana in mezzo alle altre patrie (-questo è Mazzini, questa è la voce di Mazzini).

-Quando leggo nell’articolo 8 “ tutte le confessioni religiose sono ugualmente libere davanti alla legge (-questo è Cavour).

-Quando leggo nell’articolo 5 “ la repubblica una ed indivisibile riconosce e promuove le autonomie locali (-questo è Cattaneo)

-Quando nell’ articolo 52 leggo a proposito delle forze armate “-l’ordinamento delle forze armate si informa allo spirito democratico della repubblica esercito di popoli (-questo è Garibaldi)

-Quando leggo nell’articolo 27 “-non è ammessa la pena di morte” ( Beccaria). 

La costituzione è stata conquistata duramente da un numero ingente di uomini con duro lavoro ed i valori trascritti ed intrinsechi in quelle pagine, sono i valori della cultura italiana. Tutta la cultura concorre alla costruzione dello spirito di un popolo. La cosa importante è che attraverso l’educazione civica ci si abitui alla consapevolezza di quella cultura. 
Tutte le discipline che verranno trascritte in questo libro concorrono alla formazione del senso civico di un buon cittadino 
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Che cosa si intende per “ bene culturale “ ?
Per beni culturali intendiamo tutte le testimonianze, materiali ed immateriali, che hanno un valore artistico e storico e che quindi attraverso la loro materialità, tecnica di lavorazione e significato ci permettono di conoscere la storia di una popolazione e del suo territorio.
Quando fu introdotto questo termine?
Nella convenzione dell’Aia nel 1954 e poi successivamente dalla commissione Franceschini nel 1964
dove i membri di tutti i paesi si riunirono per discutere e per definire “bene culturale” come «tutto ciò che costituisce testimonianza materiale avente valore di civiltà». Da allora con l’espressione “bene culturale” si intende sottolineare il valore – economico e documentario – di un oggetto in rapporto alla civiltà di cui è espressione e proprietà.
Codice dei beni culturali.
La normativa legislativa che regola in Italia il mondo dei beni culturali è il Codice dei Beni Culturali, emanato nel 2004. Questa legge stabilisce, in linea di principio, cosa è, o non è, bene culturale, definendo al contempo i vincoli ai quali sono soggetti questi beni, nonché le azioni di tutela e salvaguardia da attuarsi nei loro confronti.

Sottolinea quindi il valore del paesaggio come bene culturale, intendendo per paesaggio sia le ricchezze naturali sia gli interventi significativi da parte dell’uomo, e ridefinisce le categorie oggetto di tutela da parte dello stato quali:
– le opere solitamente definite d’arte come pittura, scultura, architetture, componimenti letterari e musicali;
– le opere che, pur appartenendo alle suddette categorie, non hanno valore propriamente artistico;
– le fonti di documentazione;
– i prodotti delle cosiddette arti minori, dell’artigianato e delle tradizioni popolari;
– i reperti archeologici;
– i prodotti del design e dell’archeologia industriale;
– il paesaggio naturale, sia esso modificato dall’uomo
a fini estetici o di per sé esteticamente rilevante
Possiamo distinguere i beni in:

Materiali
tangibili:
come quadri, edifici, statue, strumenti musicali, vestiti, architetture, reperti archeologici, utensili etc.


Immateriali
non tangibili:
come le tradizioni orali, musicali, coreutiche, le rappresentazioni teatrali, le feste, i riti, le tradizioni artigiane, dialetto, etc.
Mobili
quelli che possono essere spostati da un luogo ad un altro, senza comprometterne l’integrità

Immobili
sono quelli che non possono
essere spostati dal luogo sul quale sorgono.
In questa categoria rientra tutto ciò che è architettura e urbanistica, nonché tutto ciò che è strutturalmente connesso ad esso: affreschi, monumenti, elementi di arredo urbano, ecc.
• Nella categoria dei beni immobili rientrano anche le aree archeologiche e i beni paesaggistici.
Manoscritti
Etnoantropologici
manufatti che rappresentano la vita del popolo 
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