Book Creator

La collana magica

by IC Suisio PC

Cover

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Istituto Comprensivo Statale "Rita Levi-Montalcini" (Bg)
Il testo e le le immagini sono state realizzate dagli alunni
e dalle alunne del Plesso della Scuola Secondaria di Primo Grado di Bottanuco (Bg)
Ogni riproduzione è vietata.

Quando mi hanno parlato del concorso letterario, ho deciso subito di partecipare, all' inizio non ero convinta che ce l' avrei fatta a scrivere una fiaba! Non mi sono mai piaciute le fiabe... e non posso dire che la storia mi sia venuta in mente subito, anzi, ci ho messo molto tempo a scriverla... Ogni giorno la cambiavo finché felice e soddisfatta, l'ho consegnata.
Questa storia (anche se breve) la dedico in primo luogo ai miei compagni di classe che durante le premiazioni mi hanno incoraggiata, sempre sostenuta e soprattutto mi hanno aiutata a creare e arricchire con disegni questo e-book. In secondo luogo ai professori, soprattutto la prof. Bordegari, perché è grazie a lei che ho imparato a scrivere una fiaba. E infine a tutte quelle persone che, come la protagonista della storia, continuano a credere nei loro sogni, fanno di tutto per avverarli e ce la fanno. Ovviamente anche ai ragazzi/e orfani che vivono in un orfanotrofio. Grazie e buona lettura.
Paola
C’era una volta una bambina che viveva in un orfanotrofio; era buona e obbediente, ma malgrado questo l’istitutrice la trattava male e la faceva lavorare più delle altre. La bambina ogni sera si addormentava pensando a come potessero essere i suoi genitori e su di loro fantasticava. 
Passarono gli anni. Una sera la sorvegliante la mandò in cantina a prendere dell’acqua. La ragazza scese e vide in un angolo della stanza un enorme baule; incuriosita provò ad aprirlo, ma serviva una chiave che lei non aveva, perciò prese l’acqua e salì. La giovane provò a chiedere all'istitutrice cosa ci fosse all'interno del baule, ma ricevette una brusca risposta e come punizione la mandò a dormire senza aver mangiato.  Quella notte la ragazza attese che tutti dormissero e tornò in cantina, appoggiò le mani sul baule esprimendo il desiderio di riuscire ad aprirlo; improvvisamente apparve una fata che, dopo aver ascoltato il racconto della giovane, le donò una collana dicendole che le sarebbe potuta servire, poi sparì nel nulla. La ragazza indossò la collana e subito apparvero una pergamena e un gatto.
Sulla pergamena c’era scritto: “Per aprire il baule c’è soltanto una cosa che devi trovare e sulla sponda del Lago di cristallo dovrai andare”. La ragazza prese il gatto e uscì di nascosto per raggiungere il mare fatato; non disse nulla alle altre ragazze e in silenzio sgattaiolò all’esterno dell'orfanotrofio senza farsi scoprire da nessuno.


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