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I racconti dell'orrore

by Federica Baldelli

Pages 2 and 3 of 23

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31 Ottobre
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Il trentuno ottobre dell'anno scorso proprio il giorno del compleanno della mia mamma, io e un mio amico si era andati a suonare i campanelli delle persone, perché era HALLOWEEN. A forza di suonare in giro per la città, ci addentrammo in un vicolo pieno di nebbia e di portoni; noi pensavamo che ci fossero tanti campanelli invece ce n'era soltanto uno in cui c'era scritto "Avvocato Sinney".
Suonammo e si presentò un uomo alto con gli occhi piantati su di noi; ci diede delle caramelle e ci chiuse la porta in faccia.
Poi girando e guardando la cartina delle caramelle vidi un simbolo familiare: mi sforzai per cercare di capire cos'era quell'immagine, poi ricordai: era il segno del veleno!
Allora dissi al mio amico di sputarla subito e scappammo da quel vicolo pauroso
e ci riaddentrammo in una parte di città un po' più popolata.
Io proposi al mio amico di tornare a casa e rincontrarci il giorno dopo.
Infatti ci rivedemmo in centro e riandammo in quel vicolo per prendere più informazioni riguardo a quell'uomo perché eravamo insospettiti e avevamo intenzione di spiarlo ma non avevamo capito chi stavamo cercando di spiare.
Infatti lui si accorse della nostra presenza e ci inseguì fino al centro città; poi ci voltammo ma non c'era più! Però lui non si accorse che avevamo piazzato una telecamera in casa sua collegata ai nostri telefoni.
Quindi ci collegammo alla telecamera e vedemmo che si spogliava e capimmo che era uno zombie: aveva la pelle verde, gli si vedevano le ossa in molte parti del corpo e aveva un verme infilato nella spalla come se fosse una mela bacata, ma poi... si accorse della telecamera e la5 ruppe.
Insospettito ci venne a cercare ma noi gli sparammo in testa con un'arma da fuoco e morì.
Dario
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Il libro stregato e la rosa nera
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Qualche anno fa, mi ricordo che salii in soffitta, nella vecchia casa dei miei nonni e, curiosando, trovai un vecchio libro.
Aveva pezzi di vetro e ferro incastrati nella copertina tutta impolverata e alcune pagine strappate macchiate di sangue.
Come segnalibro aveva una rosa nera, ormai appassita.
Capii subito che non era un libro qualsiasi ma un libro stregato perché quando lo presi in mano sentii un rumore strano provenire da dentro, come un branco di elefanti che stava scappando.
La casa tremava tutta.
Lo appoggiai e il rumore sparì.
La rosa cadde e, quando la raccolsi, di nuovo un rumore terrificante: terremoto e tuoni insieme.
Lo misi nello zaino e cominciai a correre fino a casa mia.
Lo portai in camera e mi misi a dormire, ma non ero affatto tranquilla.
Infatti, durante la notte sentii il libro aprirsi e i petali della rosa staccarsi e volare in aria formando il viso di un mostro.
Aveva capelli neri, lisci e spettinati, gli occhi bianchi senza pupille , un naso lungo ed aguzzo.
Era terribilmente spaventoso ed io tremavo dalla paura.
Sbatteva continuamente contro la mia finestra come un insetto che volesse scappare.
Allora mi feci coraggio ed aprii la finestra per farlo uscire.
Se ne andò ma subito dopo tornò indietro a riprendersi la rosa che nel frattempo era di nuovo sbocciata ed ora era una bellissima rosa rossa.
La mise nelle mie mani e volò via.
Pensai che lo avevo liberato da quel libro che era diventato la sua prigione.
Carolina
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