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A.S.2021/22 RITROVARSI A SCUOLA DI FELICITÀ

by II G I.C. "D'Azeglio-De Nittis"

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CHE COS’È LA FELICITÀ?
La Sfida del Futuro:educare cittadini empatici
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"La felicità è desiderare ciò che si ha."
(Sant' Agostino)
"Invece di pensare a ciò che non puoi fare per colpa di ciò che non hai, pensa a cosa puoi fare grazie a quello che hai." (Alex Zanardi)
Il tocco di Re Mida
Re Mida era un sovrano molto ricco, forse il più ricco della Grecia; non solo possedeva vastissime ricchezze, ma era convinto che solo loro potesse regalargli la vera felicità.
Nonostante i suoi forzieri fossero stracolmi ne voleva sempre di più: l'oro che
accumulava non era mai abbastanza.
Un giorno ebbe l'occasione di coronare il suo sogno.
Dioniso, che gli doveva un favore, gli disse che avrebbe esaudito qualsiasi suo
desiderio.
Re Mida non ebbe alcun dubbio: «Voglio che ogni cosa io tocchi si trasformi in
oro luccicante!».
«Ne sei davvero sicuro?», gli chiese Dioniso.
«Certamente», disse Mida. «Se mi donerai il tocco d'oro, sarò la persona più felice del mondo... diventerò ancora più ricco, il più ricco di tutti»
Dioniso allora esaudì il desiderio del re: «Quando i raggi del sole del prossimo
giorno baceranno il tuo palazzo, avrai il dono di tramutare in oro ogni cosa che toccherai».
Re Mida era al settimo cielo e tornò al suo palazzo con un'euforia incontenibile.
Il giorno seguente fu svegliato dai raggi del sole e si alzò con il sorriso di chi si
appresta a scartare il più prezioso dei regali.
Toccò per prima cosa le coperte, che immediatamente si trasformarono nell'oro più lucente che avesse mai visto.
Emozionatissimo, toccò ogni cosa avesse a portata di mano: il suo libro prefe-
rito, le tende della finestra, ma anche la colazione, che come ogni mattina gli era stata portata in camera.
Quando allungò la mano per gustare la mela, anche questa si tramutò in oro
massiccio; per un attimo rimase deluso, perché tutta quell'emozione lo aveva reso affamato: «Non importa, il mio oro continua a crescere, diventerò la persona più ricca e felice del mondo Assetato, prese allora la brocca sul tavolo: aveva voglia di bagnarsi le labbra, ma anche la brocca divenne d'oro lucente e sfavillante.
La cosa lo lasciò un po' perplesso; aveva ancora fame e sete, ma in quel mo-
mento, mentre alcuni pensieri iniziavano a bussare alla sua testa, irruppe la figlia prediletta, che si lanciò tra le sue braccia.
Re Mida l'abbracciò come ogni mattina; stringere la sua piccola dagli occhi dolci e lucenti era uno dei momenti più belli della giornata.
Poi accadde qualcosa di terribile: la sua amata figliola, così come la mela e la
brocca, si tramutò in una statua d'oro.
Angosciato e spaventato, re Mida provò a parlarle, ma gli occhi lucenti della sua bimba erano ora gli occhi immobili e privi di vita di una statua dorata.
Preso dalla disperazione, corse da Dioniso. Giunto al suo cospetto, scoppiò in un pianto disperato; riusciva a malapena a parlare, ma lo implorò di restituirgli la sua amata bambina, che per lui valeva più di qualsiasi forziere dorato.
«Ti donerò tutto il mio oro, ma ti prego ridammi mia figlia!»
A queste parole Dioniso capì che re Mida aveva imparato la lezione.
Gli disse di immergersi nell'acqua del fiume che scorreva accanto al suo palazzo: in questo modo avrebbe perso il "tocco d'oro" e con la stessa acqua avrebbe potuto riportare la sua amata bambina allo stato naturale.
Subito Mida si immerse nel fiume per poi correre a liberare la piccola da quella prigione dorata. Le versò l'acqua sul capo e in un attimo i suoi occhi lucenti ricominciarono a brillare, il cuore riprese a battere e le sue braccia si strinsero attorno a lui.
LEGGENDO LA STORIA DEL "RE MIDA"
ABBIAMO COMPRESO CHE IL SEGRETO DELLA FELICITÀ NON È NEL LUCCICHIO DELLE COSE, MA NELLA LUCE DEGLI OCCHI DELLE PERSONE CHE AMIAMO.
...MENTRE LA SOCIETÀ IN CUI VIVIAMO PROPONE UNA
FELICITÀ DAL "TOCCO D'ORO"
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