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Le emozioni di un viaggio

by Alessandra Giudice

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Le emozioni che regala il mondo

Le emozioni hanno un ruolo fondamentale nella scelta e nella pratica del viaggio: iniziano con il processo di decisione, contribuiscono alla prefigurazione degli eventi e alla creazione di aspettative e, durante il viaggio, riempiono l’animo del viaggiatore.
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Secondo la definizione di Goleman, l’espressione “intelligenza emotiva” si riferisce alla capacità di riconoscere i propri sentimenti e quelli altrui, di motivare se stessi e di gestire positivamente le emozioni, tanto interiormente, quanto nelle relazioni sociali. Nel suo schema sulla struttura della competenza emotiva, egli elenca alcune abilità, che si rivelano indispensabili per un viaggiatore: prima fra tutte la motivazione, intesa in particolare come capacità di iniziativa e prontezza nel cogliere le occasioni; ma, soprattutto, l’empatia. Questa è la capacità di trarre informazioni sugli stati d’animo degli altri e sulle loro emozioni e si fonda sull’autoconsapevolezza: avendo imparato a riconoscere le proprie emozioni si possono capire meglio anche quelle altrui.
Perché viaggiare genera Felicità?

I viaggi, generalmente, creano un ‘carico’ maggiore di felicità rispetto alla nostra, normale, vita quotidiana. Il nostro vivere di ogni giorno provoca ovviamente emozioni e sentimenti che modificano il nostro stato d’animo, ma viaggiare aumenta di gran lunga i nostri livelli emozionali.
La tristezza del ritorno

La preparazione alla partenza è sempre entusiasmante, c’è l’eccitazione e l’aspettativa e queste sensazioni si amplificano a pochi giorni prima del viaggio ed esplodono quando si arriva finalmente a destinazione.
Ma… quando il viaggio sta per giungere a termine si inizia ad avvertire una sensazione di tristezza. La tristezza o nostalgia che si prova al ritorno da una vacanza.
Viaggiare e stupirsi

Quando si visitano nuovi luoghi, solo visti in fotografia o solo immaginati e dopo tanto attendere, eccoci lì dentro al sogno che ci lascia esterrefatti. Lo stupore è qualcosa che fa parte del viaggio, è come un tenero bambino: non è prepotente con noi, ma non si controlla ed ecco che esce dalla nostra bocca quando visitiamo un posto che non pensavamo fosse così.
Viaggio e Identità

La persona che parte per un viaggio, non è la stessa persona che torna e non solo perché ha imparato cose nuove, fatto esperienze, visto un mondo di cui prima non conosceva, se non vagamente, la realtà, ma perché il viaggio lo ha, letteralmente, plasmato. Il viaggio inizia ad agire sull’Identità. Quando si parte semplicemente per viaggiare, lo si fa esclusivamente per se stessi, per scoprirsi diversi, per cercarsi o per ritrovarsi.
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