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Delle Fiabe e di altro

by Fontanella Alberto

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Delle Fiabe e di altro

Alberto Fontanella
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Grazie tutti coloro che mi hanno letto una favola

INDICE

Storia della città senza nome....pag. 3
I pe' d'oca.......................................pag. 7
Il viandante..................................pag. 12
Il Dahu...........................................pag. 18
La vecchia e il lago.....................pag. 21
Il contadino ranocchio................pag. 26
Il giorno della merla....................pag. 29
L'Ippotoro.....................................pag. 32
Tute le immagini sono state create con intelligenza artificiale sul sito nightcafe https://creator.nightcafe.studio/
Storia della città senza nome



In una città senza nome, viveva un bellissima Regina in un castello sulle rive di un laghetto.
Ella trascorreva le sue giornate in solitudine con il suo unico figliolo poiché il Re era morto da eroe in battaglia.
Il figlio per lei era tutta la sua vita e tutto ciò che faceva ella lo faceva per lui; seppur giovane e bella aveva rinunciato a risposarsi per accudire il figlio, unica ragione della sua vita.
Un giorno, il ragazzo uscì con la barca e in mezzo al lago venne colto da un vento fortissimo che si levò all'improvviso; provò a resistere con tutte le sue forze ma la barca si ribaltò ed egli scomparve fra le gelide acque del lago. La Regina, che stava osservando dalla finestra del castello, mobilitò tutti i suoi servitori e gli abitanti della città, i quali, essendo lei oltre che bella anche buona, si prodigarono in ogni tipo di ricerca per ripescare il corpo del figlio della sovrana.
I giorni passarono, le ricerche non diedero frutti e la speranza di ritrovare il figlio si affievoliva sempre più nella Regina che, pian piano, perdette la sua bellezza e la sua allegria.
Un giorno, il messo di corte venne ad annunciarle che nulla più si poteva fare per riportarle il suo figliolo, a tale notizia il suo cuore si spezzò con un rumore così forte come se, un intero vassoio di bicchieri di cristallo, fosse caduto al suolo; la Regina morì di crepacuore.
La cittadinanza, sentendosi sopraffatta dal dolore, decise di donare alla città un nome perché la regina, il suo figliolo e quel funesto evento non venissero mai dimenticati. Venne così battezzata: Crevacuore.
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