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I promessi sposi

by Donato Mosca

Pages 2 and 3 of 13

I promessi sposi
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La trama
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La storia ha come sfondo la campagna lombarda e la città di Milano nel biennio che va dal 1628 al 1630. La vicenda si avvia con Don Abbondio, curato del paese di Renzo e Lucia incaricato di celebrare le nozze dei due giovani filatori. Don Rodrigo, il signorotto del paese, manda i suoi scagnozzi a intimare al prete di non celebrare le nozze due giovani. Il curato, tra i personaggi de I Promessi Sposi il più codardo per natura, sceglie di non opporsi alle minacce e comincia a rimandare il matrimonio con una serie di scuse.
Alla fine il prete arriva a confessare ai due giovani che chi si oppone alla loro unione è Don Rodrigo. I due ragazzi, insieme ad Agnese, la madre di lei, e a padre Cristoforo, la loro guida spirituale, iniziano a cercare un modo per risolvere il problema e rimediare al sopruso. Renzo va in cerca dell’aiuto dell’avvocato Azzeccagarbugli e, nel mentre, padre Cristoforo si reca al castello di Don Rodrigo per provare a fargli cambiare idea.
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Sia Renzo che padre Cristoforo falliscono nel loro intento, venendo malamente cacciati, il che porta i giovani a tentare un matrimonio a sorpresa. Giunta la cosiddetta “notte degli imbrogli”, il tentativo di sposarsi di Renzo e Lucia fallisce miseramente così come il tentativo di rapimento della giovane Lucia operato dagli scagnozzi di Don Rodrigo per conto di lui.
Padre Cristoforo, nel mentre, ha organizzato la fuga dei due giovani: il piano prevede che Renzo si rechi a Milano mentre Lucia, insieme alla madre, nel convento di Monza, dove verranno protette da Gertrude. Renzo, una volta giunto a Milano, si trova coinvolto in una serie di sommosse popolari dovute al momento storico. Il giovane si fa valere conducendo un’azione contro i potenti che lo porta ad essere classificato come capo dei rivoltosi, in fuga dai poliziotti che cercano di acciuffarlo.
Intanto Don Rodrigo non si arrende e, cercando la complicità di un oscuro signore del tempo chiamato l’Innominato, tenta di far rapire nuovamente Lucia dal convento di Monza. L’Innominato incarica del rapimento il primo dei bravi di Don Rodrigo, il Nibbio, aiutato dalla monaca di Monza e dal suo amante, Egidio. Una volta prelevata Lucia con la forza, l’Innominato la tiene prigioniera nel suo castello dove la giovane fa voto di castità riuscendo a impietosire il suo rapitore.
Pentito delle sue terribili azioni, l’Innominato decide di lasciare andare Lucia, la quale si ritrova nel bel mezzo delle “sciagure milanesi”, dalla discesa dei lanzichenecchi alla terribile epidemia di peste. Proprio la peste giocherà un ruolo fondamentale, contagiando Lucia, padre Cristoforo e Don Rodrigo e facendo sì che tutti vengano condotti al lazzaretto. Anche Renzo stesso, dopo una serie di vicissitudini, si trova nel ricovero di malati in quarantena. Qui Renzo perdona don rodrigo, che sta ormai morendo, e fra Cristoforo scioglie il voto di castità fatto dalla giovane Lucia. Una volta terminata la peste e guarita Lucia, i due possono finalmente ritrovarsi, sposarsi e vivere il loro futuro insieme così come hanno sempre desiderato.
I principali personaggi
Orfano di padre e di madre, è allevato da Agnese, della cui figlia Lucia si innamora. Filandiere e possessore di un piccolo podere, all'inizio del romanzo viene descritto come un giovane dai modi bruschi e con un'aria da bravo. Animato da buoni propositi, si dimostra ancora ingenuo nell'affrontare le problematiche della vita, come nell'incontro con l'Azzecca-garbugli prima, e durante i moti di Milano poi. Rifugiatosi nella bergamasca dopo un viaggio avventuroso (si ricordi la celebre notte passata nel bosco in riva all'Adda), viene aiutato dal cugino Bortolo, filandiere, a fuggire dal mandato di cattura. È in questi capitoli che si sviluppa il personaggio di Renzo, divenuto, all'indomani dello scoppio della pestilenza, accorto nell'affrontare eventuali imprevisti nel Ducato di Milano. Dopo aver ritrovato Lucia e averla convinta, con l'ausilio di padre Cristoforo, della non validità del suo voto, i due si sposano e vanno a vivere nella bergamasca, dove Renzo si dà alla tessitura come piccolo imprenditore insieme al cugino, anche lui scampato alla peste.
Renzo Tramaglino
Lucia Mondella
Figlia di Agnese, nel Fermo e Lucia vengono descritti in modo più dettagliato i vari approcci amorosi di Don Rodrigo nei suoi confronti, che suscitano in lei ribrezzo e paura. Nel corso dei Promessi sposi, il personaggio di Lucia è sembrato ad alcuni lettori, incolore: mentre la critica intravede dei lucidi risvolti nella personalità della protagonista all'interno dell'economia del romanzo. Nell'affidarsi costantemente alla preghiera come risoluzione dei mali che le capitano, Lucia è presentata nella sua veste realistica di contadina lombarda, "antieroina" della tradizione letteraria in quanto quintessenza della donna di questa condizione sociale
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