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Gavardo 13.29

by michele

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13:29
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Usardi Michele 5°C IPSEOA De Medici Gardone R.
Comic Panel 1
Buongiorno a tutti, mi chiamo Michele ho 19 anni e vivo a Villanuova.
Frequento il quinto anno dell’istituto alberghiero Caterina De Medici di Gardone Riviera con indirizzo di Accoglienza.
 Sto svolgendo il mio percorso di tirocinio scolastico presso la biblioteca di Gavardo.
Ormai sono due anni che faccio il bibliotecario. Frequentando la biblioteca ho imparato a conoscere il paese di Gavardo e la sua storia: so che durante la seconda guerra mondiale ha subito un terribile bombardamento dove 52 persone hanno perso la vita. Erano principalmente donne e bambini, gli uomini a quell’ora erano tutti rientrati al lavoro e nelle case, le donne stavano riordinando la cucina dopo il pranzo.
Ho ascoltato le interviste dei testimoni, ho letto i libri che sono stati scritti sul 29 gennaio del 1945. 
Da queste testimonianze ho imparato una cosa importante che ha un nome difficile, Resilienza.
Non ci dobbiamo mai dimenticare di avere questo dono dentro di noi, lo dobbiamo usare nei momenti difficili come quello che stiamo vivendo. 
Non bisogna mai arrendersi alle difficoltà. Io lo so non mi sono mai arreso davanti a nulla e continuo ogni giorno ad andare avanti nonostante le cose non siano facili. A Ben guardare, c’è sempre una via che ci porta verso una soluzione. Questo è il mio messaggio. 
C’è sempre un ponte che ci permette di superare le difficoltà e un tiglio che rimane in piedi e ci da coraggio.
l'Italia
del 1945
Cenni storici
Siamo nel 1945, l'talia è ancora in guerra. Il nemico batte in ritirata perchè gli alleati stanno risalendo l'italia e presto raggiungeranno il nord.
Gavardo
Com'era e come si viveva a Gavardo nel 1945
Gavardo era ed è tutt'oggi un paese della provincia di Brescia dove si vive in modo tranquillo. La vita scorre come il fiume, a giorni lenta a giorni più movimentata.
Gli abitanti del paese, lavoravano principalmente nelle due grandi fabbriche della zona, Il Lanificio di Gavardo e il cotonificio Ottolini. C'erano anche altre attività, tra cui, le fornaci che producevano mattoni, il riso Moreni, e il lavoro nei campi. C'era il mercato del bestiame, la domenica tutti o quasi, andavano a messa.
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