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by Barbara Pepe

Pages 2 and 3 of 10

Dante
La Divina Commedia
interpretata dalla II C
Inferno...
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INDICE
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1.Introduzione

2.Le tre Fiere...vv.31-51

3.Canto I Incontro con Virgilio...vv.73-87

4.CantoIII Caronte il Nocchiero...vv.82-89

5.Canto V Paolo e Francesca...vv.82-142
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DANTE E BEATRICE
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Il viaggio di Dante inizia per volere della stessa Beatrice, che dall'alto dei cieli si è accorta dello smarrimento in cui Dante è caduto dopo la sua morte.
LE TRE FIERE
Dante riprende il cammino verso il colle. Ma ecco che, quasi all'inizio della salita, tre fiere, una dopo l'altra gli sbarrano il passo : dapprima una lince, snella e agilissima; poi un leone superbo e rabbioso; da ultima la più temibile, una lupa dall'aria avida, bramosa e famelica. Esse sono allegoria di tre peccati capitali : Lussuria, Superbia e Avarizia.
Ed ecco quasi al cominciar de l'erta,
una lonza leggera e presta molto,
che di pel macolato era coverta (vv;31-33)
...m'apparve un leone.
Questi parea che contra me venisse
con la test'alta e con rabbiosa fame,
sì che parea che l'aere ne tremesse.(vv;46-48)
Ed una lupa, che di tutte brame
sembiava carca ne la sua magrezza,
e molte genti fé già viver grame.(vv; 49-51)
La stanchezza e la paura fanno arretrare Dante che si sente nuovamente ricacciato nella foresta spaventosa. ed è proprio allora che gli appare una figura umana, un'ombra, tenue e silenziosa...
CANTO I
L'INCONTRO CON VIRGILIO
Poeta fui, e cantai di quel giusto
figliuol d'Anchise che venne di Troia,
poi che 'l superbo llion fu combusto (vv.73-75)
" Or se' tu quel Virgilio e quella fonte
che spandi di parlar sì largo fiume?",
rispuos'io lui con vergognosa fronte. (vv.79-81)
Tu se' lo mio maestro e 'l mio autore,
tu se' solo colui da cu' io tolsi
lo bello stilo che m'ha fatto onore. (vv.85-87)
CANTO III CARONTE
Nell'Inferno Dante si trova in un mondo cupo, risuonante di grida e lamenti. Poco più avanti si scorge un fiume sulla cui riva si affollano schiere di anime.
Ed ecco verso noi venir per nave
un vecchio, bianco per antico pelo,
gridando: "Guai a voi, anime prave!
Non isperate mai veder lo cielo:
i' vegno per menarvi a l'altra riva
ne le tenebre etterne, in caldo e 'n gelo. (vv.82-87)
CANTO V
PAOLO E FRANCESCA
Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende,
prese costui de la della persona
che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende (vv.100-102)

Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona. ( vv.103-105)

Amor condusse noi ad una morte.
Caina attende chi a vita ci spense.
Queste parole da lor ci fuor porte.(vv.106-108)
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