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COSTRUENDO L'INCLUSIONE

by claudia guadagno

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INDICE
Capitolo 1 “Categoria : Pregiudizio = Decategoria : x”

Capitolo 2 "Non è adatto: L’educabilitá”;

Capitolo 3 "Il ruolo inclusivo del docente”;

Capitolo 4 "L’index e il gruppo inclusivo nelle scuole”;
Conclusioni
Introduzione

Il nostro è un lavoro a più mani, che nasce dall’incontro riflessivo di menti attive e collaborative. 
In questo lavoro abbiamo utilizzato degli spunti presi a prestito da altre forme di espressione come film, opere d’arte, cortometraggi ecc., perché ormai sappiamo che ognuno di noi è dotato e ha sviluppato diversi tipi di “intelligenze” e fornire stimoli differenti permette un apprendimento reale e significativo.
Presentiamo un lavoro multimediale, liberamente ispirato alla composizione di un libro.
Esso, infatti, sarà diviso in capitoli, ciascuno dei quali supportati da contenuti multimediali che ognuno dei partecipanti al gruppo di lavoro ha considerato pregnanti per la riflessione critica di rielaborazione dei contenuti affrontati nel corso dell’insegnamento “Pedagogia speciale gestione integrata del gruppo classe”.



“Educare la mente senza educare il cuore significa non educare affatto”

- Aristotele-
CAPITOLO 1
"Categoria : Pregiudizio = Decategoria : x "
La conoscenza della realtà non può essere interpretata come un processo statico ed univoco in quanto, al suo interno, si innestano fattori di differente natura: la realtà percepita, infatti, viene riadattata mediante schemi mentali che sono strettamente connessi a molteplici elementi, siano essi relazionali, motivazionali, oltre che affettivi e cognitivi. Ciò che conosciamo è il frutto di come guardiamo il mondo, attraverso gli strumenti sociali e individuali di cui siamo dotati in quanto esseri umani.
Ciò che vedi è come lo rappresenti

“Questa non è una pipa” è un dipinto di Renè Magritte del 1928 che in maniera provocatoria lascia riflettere proprio sull’importanza delle rappresentazioni e delle categorie nella decodifica della realtà: una banale pipa potrebbe essere tale per me ma non per una persona proveniente da una cultura diversa dalla mia, ciò che vedo non è ciò che è ma solo come lo rappresento.
Questo assunto di partenza ci ha permesso di riflettere durante il corso e poi in gruppo sull’importanza del contesto sociale nella creazione delle rappresentazioni e sulla validazione implicita e talvolta scontata che diamo alle nostre categorie di riferimento, utilizzandole spesso in modo automatico per stabilire un ordine interno di coerenza con ciò che è normale e ciò che non lo è, ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, replicando sistemi di significati che autoalimentano mondi, società e culture.
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