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La Testata n. 4

by Polo 2 news La testata

Pages 4 and 5 of 37

INCONTRO CON L’AUTORE


Giacomo Sances presenta il romanzo sinfonico:
“CAPITAN GILDA. Memorie di guerra e pace con il Clan Destino ”
FARE SCUOLA CON DISNEY
La Redazione de la "Testata"

ringrazia i lettori per il successo e gli apprezzamenti ricevuti. Con l'augurio di un' estate felice e spensierata, ci diamo appuntamento al prossimo anno scolastico, con l'auspicio che sia un anno sereno e soprattutto di ritorno alla normalità.
MESE GREEN

Rubrica proposta da una
alunna della Scuola Primaria
10.000 visualizzazioni per il nostro video pubblicato il 23 maggio 2020 sul sito della Fondazione Falcone & Borsellino e sulla pagina Facebook della sezione provinciale di "LIBERA" di Lecce.
INCONTRO CON L’AUTORE
Giacomo Sances presenta il romanzo sinfonico:
“CAPITAN GILDA. Memorie di guerra e pace con il Clan Destino ”
A completamento di un percorso di lettura, effettuato durante le ore di approfondimento di Italiano nel corrente anno scolastico, venerdì 7 maggio, gli alunni delle classi IA-ID-IE del nostro Istituto Comprensivo Polo 2 di Casarano hanno incontrato, on line, Giacomo Sances e Lorenzo Palumbo, rispettivamente autore ed editore del romanzo sinfonico “Capitan Gilda. Memorie di guerra e pace con il Clan Destino”, un libro cartaceo nel quale viene narrata una storia arricchita da colonne sonore o brani cantati originali che amplificano le emozioni.
L’esperienza, proficua e stimolante ha visto gli alunni interagire, giocare e divertirsi con l’autore e l’editore ai quali è stato proposto il completamento di un cruciverba realizzato con le parole chiave del libro. Molti gli spunti emersi sui quali i ragazzi hanno riflettuto: immigrazione, condanna del razzismo, accoglienza, diversità, sogni, passioni… I diversi interventi hanno colto in pieno l’intenzione comunicativa dell’autore: l’importanza dell’arte e della fantasia come strumenti per evadere dalla quotidianità e liberarsi dai pensieri negativi; la scoperta che la musica unisce “sorvolando il colore della pelle e le posizioni sociali”, il valore dello scambio tra culture diverse che occorre accogliere e difendere come eredità.
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 Si è trattato di un evento molto bello, coinvolgente, ricco di scambi e di interventi, emozionante a dirla con le parole di Sances e di Palumbo che hanno sperimentato la prima esperienza di incontro con l’autore per questo testo, dato che la sua pubblicazione è avvenuta poco prima della pandemia di Covid 19. 
L’incontro con chi della scrittura ha fatto la sua professione, in linea con la Progettazione del PTOF, ha avuto come obiettivo quello di motivare i ragazzi al piacere di leggere, suscitando in loro entusiasmo, curiosità e amore per i libri. 
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Le riflessioni, gli interventi e i lavori dei ragazzi...
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Uno dei valori più belli e importanti che Capitan Gilda ci ha trasmesso è quello dell'amore per la famiglia. Alla fine del racconto, scopriamo insieme alla protagonista che la vera ricchezza non è quella materiale, ma sono proprio i nostri cari, cioè essere circondati da persone che ci vogliono bene, che ci comprendono e che si prendono cura di noi. A volte fantasticare o pensare di avere qualcosa che non si ha potrebbe essere anche divertente, ma poi ci chiediamo:
Quale fortuna può essere più grande e più naturale di quella di valere quanto un tesoro per la propria famiglia?
E quale ricchezza potrebbe essere più vera di quella di avere una vita serena?
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Rocco Pallara è sicuramente uno dei personaggi più interessanti della storia, nonostante Gilda ce lo presenta, all’inizio del romanzo, in modo negativo sia nell’ aspetto fisico sia come cuoco, infatti la ragazza odiava i suoi piatti.
Alla fine del racconto Rocco si rivela essere un uomo buono, infatti è proprio lui che custodisce i disegni di Gilda. Rocco Pallara ci fa capire che non bisogna mai fermarsi alle apparenze o peggio avere dei pregiudizi.
Proprio la paura del pregiudizio che si basa sull’aspetto fisico, porta il piccolo Emmanuel a dire di amare il buio della notte, perché fa sembrare tutti uguali.
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Scuola Secondaria
Classe 1^D
La parola d'ordine per entrare nella cabina di Capitan Gilda è "Moniceddru, Lurieddrhu, Scazzamurrieddrhu", ma vediamo chi è questo misterioso personaggio che affonda le sue tradizioni nella tradizione popolare.
Il Laurieddhu o Scazzamurrieddhru è un dispettoso folletto del folklore dell'Italia meridionale.
È descritto sia come poco più che un bambino o anche come un omino brutto e peloso, delle dimensioni di un bambino di circa tre anni, con un abito color tabacco, spesso scalzo e con un cappello a punta in testa, "lu cappiddhuzzu". Nonostante le piccole dimensioni sarebbe assai forte e pesantissimo, e ha l'abitudine di sedersi sulla pancia
o sul petto di chi dorme, guastandogli il sonno (si riferiscono a questo fatto nomi come Carcaluru, da "calcare", "fare pressione"). Non appare mai di giorno.
Per ingraziarselo gli si possono donare un paio di scarpe, o si possono lasciare dei sassolini nelle proprie pantofole la notte; lo Scazzamurrieddhru ripaga queste gentilezze con monete d'oro, o indicando al suo benefattore il luogo dove è nascosto un tesoro.
 Lo si può invece ricattare rubandogli il cappello.
Alcuni racconti lo rappresentano come particolarmente burlone; se, dopo essere stato ridotto all'impotenza , per farsi restituire il cappello domanda "vuoi cocci o soldi?", se si risponde "cocci" porta soldi, e viceversa.
Scuola Secondaria
Classe 1^A
Scuola Secondaria
Classe 1^A
Gilda, la protagonista del romanzo, ama l'arte, ama disegnare e suonare. Per sfuggire alla monotonia delle giornate e dei discorsi di nonno Carluccio si catapulta nel mondo dell'arte e della fantasia. Con i suoi disegni e con la musica della sua chitarra evade dalla puzzolente realtà del peschereccio e trasporta la mente di chi legge nel suo viaggio, curato nei minimi dettagli.
Anche Emmanuel ha un talento innato per l'arte, Gilda si accorge che è un bambino musicale nell'anima, quando eseguono insieme la canzone "Suona insieme a me" e lui tamburella sul djembe.
Scopre che la musica li unisce sorvolando il colore della pelle e le posizioni sociali.
In quella canzone c’è un parallelismo tra la musica e la guerra, su cui in classe abbiamo riflettuto. La canzone ci fa immaginare eserciti non composti da soldati, ma da amici che suonano e cantano insieme felici, e "combattono" in pace una battaglia in cui il rumore dei cannoni viene sostituito dal suono di chitarre e percussioni e quello dei carri e degli aeroplani dalla voce e dal battimani.
Io caratterialmente mi sento molto vicina al personaggio di Gilda per la sua determinazione e il suo coraggio, il suo saper affrontare la vita nonostante le avversità, facendosene una ragione, continuando per la propria strada e creando grazie all'arte un mondo immaginario per sopravvivere senza cadere nella trappola della rassegnazione. 
Il libro parla di una ragazza che trascorre le vacanze estive sul peschereccio del nonno. Ermenegilda, è una ragazza che fugge dalla realtà grazie ai suoi disegni e alla sua chitarra, infatti il peschereccio del nonno diventa il Teschio Rosa e lei si tramuta in Capitan Gilda. Il libro condanna il razzismo e fa riflettere sul coraggio degli immigrati ad attraversare il mare senza avere nessuna sicurezza nella ricerca di un futuro migliore. Questo libro mi è piaciuto perché oltre a essere un bel libro ti fa capire importanti aspetti della realtà. 
Gaia Costa IE
Il romanzo fa riflettere soprattutto sul razzismo, la discriminazione e i pregiudizi nei confronti delle persone di colore. Questo libro mi ha colpito molto soprattutto mi è piaciuta la particolarità del racconto accompagnato dalla musica e dai video. Lo consiglierei ad un amico perché credo che sia così coinvolgente e appassionante, che leggerlo è come entrare nel libro e vivere quella determinata situazione come se fossi proprio lì, dentro la storia. Inoltre, il libro oltre a raccontare una storia bella e interessante fa riflettere e sensibilizza su un argomento molto importante. 
Giorgia Bianchi IE
 
Questo libro è davvero appassionante e lo rileggerei un’altra volta. Il libro mi ha fatto capire che a volte i sogni possono diventare realtà, ma solo se ci si crede veramente. Mi sono identificata nella protagonista, perché anche io come Gilda sono una sognatrice e mi piace fantasticare a modo mio
Esperanza Ferrari IE
Giulia De Paola 1E
Scuola Secondaria
Io mi sono identificato nel personaggio di Capitan Gilda perché mi piacerebbe essere il capitano di una di una ciurma a bordo di un galeone e solcare i mari verso terre sconosciute alla ricerca di forzieri pieni di oro e smeraldi. Gli argomenti su cui il libro fa riflettere sono la condanna del razzismo e il tema dei migranti che rischiano la vita per sbarcare sulle nostre terre alla ricerca di un lavoro e di una vita migliore.
A me questo libro è piaciuto tanto perché mi ha fatto riflettere su argomenti attuali e seri della vita.
Alessandro Masciullo IE
Gli immigrati devono purtroppo molto spesso abbandonare le proprie abitazioni per via  della guerra, devono lasciare amici e parenti senza avere nessuna sicurezza di sbarcare in Italia o altri paesi dato che molto spesso perdono la vita cadendo in mare dopo aver pagato prezzi alti ai loro aguzzini. Leggendo  le poesie dell’autore C.  Marconi, “Addio” e “Clandestino”, ho provato una profonda tristezza per molti ragazzi migranti e  rabbia per la poca sicurezza con cui sbarcano, perché molte vite vengono sprecate inutilmente. Molto spesso i migranti vengono discriminati perché hanno il colore della pelle più scuro, vengono chiamati con nomi offensivi e incolpati di crimini o di furto solo per pregiudizio.

Benedetta Rizzo 1E
Quando penso ai migranti, i pensieri nella mia testa sono confusi, non riesco a trovare delle parole precise per descrivere quello che provano, forse perché non mi è mai capitato oppure, perché sono fortunata...
Tante persone e famiglie nel mondo sono in difficoltà e vengono qui da noi per chiedere aiuto
Alcune possono essere cattive ma solo, forse, se non vengono aiutate. Tutti diventano persone buone con pochissimo, basta solo aiutarle. Non vengono qui in Italia per rubare e andarsene, ma vengono per cambiare il loro destino e renderlo migliore. Vogliono solo vivere bene con un nome, una famiglia, una casa e un lavoro. Perché se c’è vera uguaglianza allora tutti avrebbero diritto a questo, non dipende dal colore della pelle o dall’ aspetto. Queste persone sperano nel ritorno nella loro terra. Vanno capite con un solo sguardo, perché tutti (diciamo la verità!) vorrebbero vivere una vita facile.
Quindi proviamo almeno per una volta a metterci nei panni degli altri e proviamo a capirli SENZA GIUDICARE O CRITICARE PRIMA DI SAPERE COSA C’È DIETRO. 
Le persone non vanno giudicate dal loro aspetto esteriore ma dal cuore che hanno.
Alice De Lentinis 1E
Scuola Secondaria
CAPPUCCETTO GHIOTTO
Un giorno me ne stavo nascosto
felice e beato al mio solito posto,
quando vidi passare una bambina
vestita con una rossa mantellina.
Aveva in mano un bel cestino
ed io decisi di andarle vicino
per chiederle se avesse voluto
delle mie forti zampe l’aiuto.
Disse che frittelle trasportava
per la nonna che l’aspettava,
poi me ne offrì una alla panna
ma io dissi di lasciarla alla nonna.
Lei ignorando il consiglio dato
ne morse una al cioccolato,
poi ne prese ancora un po’
e alla fine tutte le mangiò.
Una volta arrivati lo stesso,
bussammo alla porta d’ingresso.
La nonna aprì, mi guardò
e a prendermi in giro iniziò
per le mie orecchie lunghe,
e le mie luride unghie
per i miei occhi storti
e i miei denti corti
per la mia bocca smisurata
e anche per il mio naso a patata.
Allora la bambina senza esitazione
approfittò dell’occasione,
diede alla nonna il cestino svuotato
dicendo che tutto io avevo mangiato,
allora la nonna si mise ad urlare
e contro di me piatti a tirare
io senza parole restai
e nel bosco di corsa tornai!
Raccontialrovescio
                BIANCANEVE E I SETTE NANI
C’era una volta in un castello lontano
verso Treviso o forse Bolzano
una Biancaneve dal cuore duro
con un animo più velenoso del cianuro.
Al suo servizio aveva sette nani  
costretti senza tregua a lavori disumani.
Ogni giorno allo specchio si mirava
e con superbia a ognuno domandava:
“Chi è la più bella del creato?”
Ma una volta il suo amico interrogato
fece il nome di una sua rivale:
così infuriata ne ordinò un agguato mortale.
Tuttavia furono sabotati i suoi perfidi piani
dall’onestà certa dei suoi sette nani.
Una ciliegia magica le fu offerta
così che in sogno fece una grande scoperta:
bisogna usare umiltà e gentilezza
per parlare di vera bellezza!
Spennato Silvia
Scuola Secondaria 1^E
MICHELA METAFUNI
Scuola Secondaria 1^E
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