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Storie della Buonanotte per Bambine Ribelli

by Manuela Antonucci

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STORIE
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BUONANOTTE
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BAMBINE
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RIBELLI
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EBOOK realizzato dalla corsista Antonucci Manuela
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Alle bambine ribelli di tutto il mondo:
sognate più in grande,
puntate più in alto,
lottate con più energia.
E, nel dubbio, ricordate:
avete ragione voi.
FRIDA KAHLO
PITTRICE
C'era una volta, in una bella casa azzurra vicino a Città del Messico, una bambina
di nome Frida. Sarebbe diventata una delle pittrici più famose del Ventesimo secolo, eppure rischiò di non crescere mai. A sei anni, per poco non morì di poliomielite. La malattia la lasciò per sempre zoppa, ma questo non le impedì di giocare, nuotare e scatenarsi come tutti gli altri bambini.
Poi, a diciotto anni, rimase coinvolta in un terribile incidente d'autobus.
Rischiò di nuovo di morire, e di nuova trascorse interi mesi a letto. Sua madre le fece costruire un cavalletto speciale per permetterle di dipingere sdraiata, perché non c'era niente che Frida amasse più della pittura.
Non appena fu di nuovo in grado di camminare, andò a trovare l'artista più famoso del Messico, Diego Rivera. << Che ne pensa dei miei dipinti?>> gli chiese. I suoi dipinti erano stupefacenti: audaci, geniali e bellissimi. Diego se ne innamorò, e si innamorò anche di Frida. Diego e Frida si sposarono. Lui era un uomo grande e grosso, con un gran cappello, e lei sembrava minuscola al suo fianco. La gente li chiamava "l'elefante e la colomba".
Per tutta la vita, Frida dipinse centinaia di splendidi autoritratti, spesso raffigurandosi circondata dai suoi uccelli e dai suoi animali. Ancora oggi, la bella casa azzurra in cui viveva è come lei l'ha lasciata: piena di colore, di gioia e di fiori.
6 LUGLIO 1907 - 13 LUGLIO 1954
MESSICO
" PIEDI, A COSA MI SERVITE SE HO LE ALI PER VOLARE?"
FRIDA KAHLO
ALFONSINA STRADA
CICLISTA
C'era una volta una bambina che era velocissima sulla sua bicicletta. Quando passava lei , era come vedere passare un lampo. <<Non andare così forte, Alfonsina!>> le gridavano i suoi genitori. Troppo tardi: era già sparita. Quando la bambina diventò grande e si sposò, i suoi sperarono che finalmente avrebbe abbandonato l'idea folle di diventare una ciclista. Invece, il giorno delle nozze, suo marito le fece un dono: una bici da corsa nuova di zecca. I due si trasferirono a Milano, e Alfonsina cominciò ad allenarsi come una professionista. Era così veloce e così forte, che alcuni anni dopo si iscrisse al Giro d'Italia, una delle corse più dure del mondo. Nessun'altra donna ci aveva mai provato. <<Non ce la farà mai>> diceva la gente. Ma nessuno poteva fermare Alfonsina. La corsa era lunga e molto faticosa, con dodici tappe di un giorno ciascuna, e si inerpicava per alcune delle strade di montagna più ripide d'Europa. Dei novanta ciclisti alla partenza, solo trenta tagliarono il traguardo: Alfonsina era una di loro. Fu accolta come un'eroina. L'anno seguente, tuttavia, le fu proibito di partecipare. <<Il Giro d'Italia è una corsa per soli uomini>> dichiarano gli organizzatori. Ma neanche questo la fermò. Continuò a correre e stabilì un record di velocità che rimase Insuperabile per ventisei anni, nonostante la sua bicicletta pesasse venti chili e avesse un'unica marcia! Oggi il ciclismo femminile è uno sport molto popolare ed è perfino diventato disciplina olimpica. Alfonsina sarebbe felice di sapere che le cose sono cambiate molto da quando era bambina. 
16 MARZO 1891 - 13 SETTEMBRE 1959
ITALIA
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