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FIABE E SOCIETA'

by Cinzia Citro

Pages 4 and 5 of 7

LA FIABA E LA SOCIETA'
Comic Panel 1
QUANDO NASCONO LE FIABE?
Le fiabe hanno origini antichissime: non esistono datazioni precise, ma possiamo affermare che le fiabe orali iniziarono a circolare dopo il passaggio da una società nomade e cacciatrice a una società sedentaria e agricola, e vennero tramandate di generazione in generazione finché non furono trascritte.
DA COSA NASCE LA FIABA?
La fiaba trae le sue origini dalla realtà e dalla quotidianità. Gli elementi appartenenti alla fiaba come le creature fantastiche, gli animali parlanti e gli oggetti magici non sono frutto della fantasia di un autore, ma sono spiegazioni di una tradizione e di una cultura di cui era rimasta solamente il ricordo tramandataci appunto dalle fiabe.
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Il viaggio
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La fiaba di solito inizia con la presentazione del/ della protagonista con le motivazioni che spingono il ragazzo/a a mettersi in viaggio. Spesso, il/la giovane parte per cercare fortuna; altre volte invece, il genitore crudele lo spinge a partire. In ogni caso comincia il suo percorso in solitudine e senza sapere esattamente dove deve andare.
Giunge quindi in un bosco.
Il viaggio e il bosco rappresentano 2 elementi fondamentali della società arcaica che prevedeva i Riti di iniziazione, cioè i riti che segnavano il passaggio dell'età infantile a quella adulta.
N.B. L'adolescenza è un'invenzione molto, molto recente.
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La partenza del/della giovane simboleggia l’allontanamento dalla famiglia -e quindi dall’infanzia- per andare a compiere il rito che lo trasformerà in un uomo/donna nuovo/a;
L’ingresso nel bosco simboleggia l’arrivo del /della ragazzo/a nel luogo in cui si terrà il rito, lontano dal villaggio e ancora immerso nella natura primitiva a cui questo è legato.
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Tra un mondo e l'altro
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I luoghi della fiaba sono molteplici, ma possono essere ricondotti a due in particolare: il villaggio e l’altro mondo. A dividerli vi è il bosco, o la foresta, presentato quasi sempre come buio, silenzioso e deserto. Ognuno dei luoghi simboleggia qualcosa di altro. Il villaggio rappresenta la civiltà al momento in cui le fiabe iniziano ad essere trasmesse oralmente; opposto al villaggio troviamo l’altro mondo, solitamente caratterizzato dall’elemento del fantastico, come uccelli magici o oggetti stregati. A metà strada vi è il bosco, che serve da passaggio dall’uno all’altro mondo. Esso rappresenta la primitività della società, è il luogo del rito e dalla stregoneria.
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La società primitiva viveva in un ambiente prevalentemente boschivo, non vi erano villaggi, ma le tribù si spostavano alla ricerca di cacciagione e raccolto. In questa fase, il bosco era l’unica realtà conosciuta dall’uomo, e con il bosco vi era quel legame profondo che portava a considerarlo come sacro.
In un secondo momento l’uomo comincia a costruire villaggi. Comincia una fase di disboscamento, dai rifugi nel bosco si passa alle capanne e poi alle case nel villaggio. La caccia e il raccolto non sono più la fonte primaria di sussistenza, ma vengono sostituite con l’agricoltura e l’allevamento. Il bosco, a questo punto, non è più portatore di animali di cui cibarsi e rifugio dai predatori, ma diventa un luogo oscuro, da cui derivano i pericoli che affliggono il villaggio, come le fiere. Cambiano i riti, le credenza religiosa, ma in maniera graduale. Pertanto gli stregoni, per mantenere quel contatto con la natura, dovevano tornare nel bosco. E la natura perde la sua positività e diventa al contrario una nemica, una forza sovraumana a cui l’uomo deve sottostare e che governa le piogge, le carestie e il raccolto.
Fiabe e rapporto con il mondo primitivo
All’interno del bosco vive quella figura che detiene ancora un legame con la natura, ovvero la strega, lo stregone, il folletto, lo gnomo. Tuttavia l’uomo, per quanto intimorito dalla figura del bosco, ricerca in esso le sue radici, attraverso il rito d’iniziazione che ribadisce un legame profondo con la tradizione della sua tribù e allo stesso tempo con la natura.

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