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Viaggiando tra le meraviglie

by Anastasia Verde

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VIAGGIANDO TRA LE MERAVIGLIE
Storia di Pompei, l'antica città sepolta dall'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. la cui distruzione è stata raccontata da Plinio il Giovane in una lettera a Tacito. Gli scavi archeologici per riportare alla luce l'antica città iniziarono ufficialmente nel 1748 sotto Carlo III di Spagna e, ad oggi, sono ancora in corso.

La storia degli scavi archeologici di Pompei comincia nel 1748 sotto Carlo III di Spagna per protrarsi fino ai giorni nostri: questa colossale opera archeologica, in oltre due secoli, ha permesso di riportare alla luce l'antica città di Pompei, seppellita dall'eruzione del 79 del Vesuvio, insieme ad ErcolanoStabiae ed Oplontis
La tipologia di abitazione diffusa tra le classi più elevate era la domus che La domus presentava uno schema definito nei suoi elementi principali. Dalla porta d’ingresso si accedeva ad un corridoio che immetteva nell’atrio, l’ampio cortile attorno al quale si disponevano i vari ambienti: le stanze da letto (cubicula), i vani di servizio, le stanze da pranzo (triclinia) e da soggiorno. Al centro del cortile si trovava una vasca (impluvium) per la raccolta dell’acqua piovana, che entrava da un’apposita apertura sul tetto (compluvium) da cui proveniva anche l’illuminazione dell’ambiente. Dall’impluvium l’acqua passava in una cisterna sottostante, da dove veniva attinta per gli usi domestici. In asse con l’ingresso era il tablinum, la sala di ricevimento affacciata sull’atrio che poteva essere chiusa da una tenda o da un tramezzo.
Un parte tanto misteriosa quanto affascinante della città partenopea è senza dubbio quella di Napoli Sotterranea, che è una tappa da non perdere durante un soggiorno in città. In pochi sanno che sotto le caratteristiche vie del centro storico, a quaranta metri di profondità, si trova un’altra Napoli che custodisce un patrimonio storico inesplorato e sconosciuto ai più. L’origine della storia del sottosuolo di Napoli risale al III secolo a.C. quando i Greci utilizzarono il tufo che qui era presente per costruire gli edifici, le mura e i templi della città. Furono però gli antichi romani ad utilizzare i sotterranei della città per costruire un acquedotto che fosse in grado di trasportare l’acqua dalle sorgenti del Serino al centro. Questi oltre 2 milioni di metri quadrati di cunicoli sotterranei, nel corso del secondo conflitto mondiale, furono utilizzati dalla popolazione come rifugi antiaerei per proteggersi dai bombardamenti che colpirono la città. Visitare il sottosuolo di Napoli permette di fare un viaggio nel tempo di quasi duemila anni e ripercorrere la storia cittadina dai tempi degli antichi romani ai giorni nostri.
Considerata la piccola Atlantide italiana, la città di Baia, frazione del comune di Bacoli in Provincia di Napoli, è un insediamento romano situato presso l’area marina protetta dei Campi Flegrei.L’antica Baiae era una lussureggiante città romana dove, annualmente, i nobili patrizi solevano passare le loro vacanze, baciati dal sole e stando a mollo nelle calde acque termali dai molteplici benefici. La città di Baia era costituita da numerose ville monumentali, che nulla avevano da invidiare a quelle delle vicine Pompei ed Ercolano e, al pari loro, era ritenuta un paradiso per l’ozio, il divertimento e le fughe amorose, ma anche per la cultura dei letterati e dei filosofi che qui risiedevano.Oggi la città sommersa di Baia è stata riconosciuta come area marina protetta, insieme all’ecosistema formatosi, istituita nel 2002 con decreto congiunto del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e di quello per i Beni e le Attività Culturali. Inoltre, in particolari condizioni marittime favorevoli, è possibile fare delle immersioni con guide competenti, grazie alle quali si può visitare il sito. Baia è da anni meta di numerosi studiosi e semplici appassionati.
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