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la cicala e la formica

by Serafina Sicilia

Pages 4 and 5 of 9

La cicala e la formica
Serafina Sicilia
c'era una volta, una cicala a cui non piaceva nè sudare nè far fatica. l'unica cosa che le piaceva fare era cantare tutto il giorno
Sotto il ramo dell'albero dove stava sdraiata la cicala, passava una formica ,tutta indaffarata a portare sulla sua schiena un sacco di cose. La cicala, vedendo quanto era sudata la formica iniziò a prenderla in giro:...
-vieni quassu' con me , signora formica. fa piu' fresco e mentre ti riposi, cantiamo insieme qualche canzone.-
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E così dicendo, continuò ad andare avanti e indietro per il prato, indaffarata .
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-grazie mille per l'invito, signora cicala, ma io sono molto indaffarata a mettere via provviste per l'inverno-
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La formica scosse un po' la testa e continua imperterrita il suo lavoro, senza più badare alla cicala .
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-ma l'estate è ancora lunga e l'inverno ancora lontano. non preoccuparti adesso ci sarà tempo più avanti per mettere via le provviste!-
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- Fai come vuoi, formica mia. Io intanto mi godo questa meravigliosa giornata standomene qui rilassata a riposare -
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Ma i giorni e poi i mesi passarono veloci, ed ecco che , puntuale , arriva l'inverno , col suo freddo e col suo ghiaccio . La Cicala stava per i campi e prati arrabattandosi come poteva, recuperando qualcosa da mangiare e riparandosi dal freddo dove capitava.
Vagando vagando, una sera in cui il buio era sceso molto presto, incontrò una piccola casetta con la finestrella illuminata. La cicala aveva tanta fame e tanto freddo, così bussò alla porta.
La porta si aprì ed uscì la formica. Quella era la sua casetta costruita con fatica durante tutta l’estate, dall’interno si sentiva arrivare un bel calduccio e un odorino di cibo molto invitante.
-buonasera sinora cicala, cosa ti porta qui da me?-
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La formica la guardò con compassione.
-buonasera signora formica, ho freddo, ho fame e non ho un tetto dove passare la notte.
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 -Ah signora cicala, come ricordo bene le calde giornate d’estate in cui, mentre io faticavo per metter via provviste e costruirmi una casa, tu, beata sul tuo ramo al fresco e all’ombra, cantavi cantavi e cantavi…-
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La cicala, imparata la lezione, promise che avrebbe fatto la brava e ringraziò di cuore la formica per l’aiuto.
-Beh, facciamo così: entra, per questa volta ti aiuterò e ti darò da mangiare e un letto per dormire. Tu però prometti che la prossima estate mi aiuterai a far provviste.-
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