Book Creator

Le botteghe dell'Antica Roma

by Ornella Altruda

Cover

Loading...
Loading...
Loading...
Loading...
Ornella Altruda
La bottega romana fu in un certo senso importata tanto dagli etruschi quanto dai greci, e almeno in principio partecipava spesso della duplice natura dell'officina e del negozio vero e proprio, e questo si rispecchiava nell'arredamento delle botteghe a carattere in prevalenza artigianale.
La taberna era una sorta di ristorante o trattoria, tipicamente dotata di una sola stanza con volta a botte. La taberna nacque inizialmente come deposito ed era, in genere, la bottega degli artigiani, aperta verso la strada; si passò poi alle tabernae vinarie e a quelle che si specializzarono nella consumazione del vino e del pasto.
Quel che contava nella taberna era conservare la merce pronta per la vendita e sostenerla durante l'atto dell'acquisto. Da ciò la presenza in tutte le tabernae di armadi (armaria) e di banchi (tabulae o mensae). Era poi elementare tattica di cortesia offrire al cliente la possibilità di fare con comodo i suoi acquisti: donde la necessità lungo i muri di panche e di sedili (sellae) di cui d'altra parte an­che il padrone doveva servirsi nelle sue lunghe permanenze nella bottega.
Le Tabernae erano situate al piano terra delle insulae, gestite in genere da liberti, oppure in luoghi pubblici come mercati e fori, con grossi volumi di affari, come quelle ancora visibili nei mercati di Traiano, a Ostia antica e negli scavi di Pompei ed Ercolano
BOTTEGHE ALIMENTARI

Tabernae vinarie - Popinae - Cauponae - Thermopolii

Erano i locali pubblici dell'antica Roma, per mangiare, per bere e pure per dormire. I poveri, dal momento che spesso non avevano un posto nelle loro insulae dove cucinare, si nutrivano nelle taverne, dove i ricchi non andavano mai.

La taverna era la sala da pranzo del povero, vi aleggiavano odori pesanti ed era possibile ordinare un bicchiere di vino miscelato con acqua bollente, salsicce all'aglio, piselli fritti o bolliti, pane plebeo
focus: il thermopolium (audio)
Taberna Fructuaria o Pomararia

La coltivazione di ortaggi avveniva con ogni probabilità nei fertili terreni dell’entroterra (l’ager ostiensis), mentre sulla costa si sviluppò un sistema di piccoli appezzamenti di terreno coltivati a frutteto. Quasi ogni proprietario di un orto sulla costa vendeva poi la sua merce in una delle numerose taberne situate al piano terreno delle insulae o nei mercati. A Roma tuttavia vi erano sia i venditori dei prodotti propri che di quelli degli altrui campi, acquistati negli Horrea, i magazzini generali di allora.
PrevNext