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IO RICICLO

by Angelica D'eramo

Pages 4 and 5 of 17

IO RICICLO
A cura di


Il riciclo è la trasformazione di materiali di scarto e rifiuti in nuove risorse o beni attraverso processi industriali più o meno complessi. Per funzionare, ha bisogno che il sistema della raccolta differenziata dei rifiuti sia rigoroso, condiviso ed efficiente.
Il riciclo dei rifiuti è una pratica comune nella storia umana. Nei periodi in cui le risorse erano scarse, gli studi archeologici di antiche discariche, mostrano la presenza di meno rifiuti domestici (come il legno, strumenti rotti o danneggiati e ceramiche). In epoca preindustriale, si dice che dei rottami di bronzo e altri metalli in Europa, venissero fusi per il riutilizzo. In Gran Bretagna la cenere del fuoco e il carbone venivano raccolti da degli spazzini e riutilizzati come materiale base nella produzione di mattoni.
L’industrializzazione stimolò la domanda di materiali a prezzi accessibili, i rottami di ferro erano molto ricercati in quanto più economici. Molti beni secondari venivano raccolti, trattati, e venduti da venditori ambulanti che setacciavano strade cittadine, andando di porta in porta alla ricerca di macchinari usati, pentole, padelle, ed altre fonti di metallo. Con la prima guerra mondiale migliaia di questi venditori ambulanti si aggiravano per le strade delle città americane.
La carenza di risorse causata dalle guerre mondiali, e altri eventi che hanno cambiato il mondo in cui viviamo, hanno fortemente incoraggiato il riciclo. Massicce campagne di promozione vennero effettuate nella Seconda guerra mondiale in tutti i paesi coinvolti nella guerra, invitando i cittadini a donare i metalli, come una questione di notevole importanza patriottica. Ad esempio, nel 1939, la Gran Bretagna lanciò la sua campagna di riciclo della carta per obbligarli a fare il riciclo dei materiali ed aiutare a sostenere i costi dello sforzo bellico.

Il passo successivo del grande investimento nel riciclo si è verificato nel 1970, a causa dell’aumento dei costi energetici. Il riciclo dell’alluminio usa solo il 5% dell’energia richiesta per la produzione da minerale vergine. Il riciclo di vetro, carta e metalli ha risultati meno efficaci, ma molto significativi sul risparmio di energia delle creazioni di materiale nuovo.


NON VA BENE LA FOTO!
DEVE ESSERE TESTO!
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LA COMPOSTIERA
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La Compostiera ( dall’inglese composter) o bicompostiera è un impianto domestico per la produzione di compost a partire dalla frazione organica dei rifiuti solidi domestici. Si tratta di un contenitore adatto ad accogliere i rifiuti organici i quali, durante la permanenza nello stesso, vanno incontro al processo di decomposizione aerobica. La compostiera può essere in plastica, ma ne esistono diversi modelli artigianali anche autocostruiti in legno e metallo. La conformazione della compostiera ideale dovrebbe essere studiata per favorire l’ossigenazione del materiale organico. Il modo più semplice per realizzare una compostiera è quello di prendere 5 pallet e legarli insieme in modo da formare un cubo di circa un metro di lato, aperto dall’alto. All’interno di essa i numerosi batteri: termofili, mesofili, psicrofili e actonomiceti, insieme ai lombrichi trasformano le sostanze organiche in humus o terra fertile. Il composto che si ottiene è il compost. Il compost generalmente impiega dai sei ai dodici mesi per raggiungere la piena maturità ; la durata dipende in gran parte dal periodo dell’anno in cui si comincia :quando si inizia con la temperatura calda necessita meno tempo. Muovere e rivoltare i materiali può velocizzare il compostaggio. Per accelerare i tempi di maturazione del compostaggio si consiglia di sminuzzare gli scarti di cucina con la mezzaluna, i gusci d’uovo con il tritatutto e di strappare invece con le mani carta e cartone. Questi compiti possono essere facilitati dal biotrituratore .

L'INCENERITORE
L'inceneritore è un impianto industriale utilizzato per lo smaltimento dei rifiuti mediante un processo di combustione ad alta temperatura detto incenerimento. Da cui si ottiene un effluente gassoso contenente i prodotti della combustione (che in generale possono includere anche sostanze più o meno tossiche, come diossine, furani, particolato, cenere e polvere]). Lo scopo dell'incenerimento è la riduzione del volume e della pericolosità dei rifiuti trattati.
Il processo di incenerimento propriamente detto è un particolare processo di trattamento termico dei rifiuti svolto attraverso una combustione completa in presenza di ossigeno. Altri trattamenti termici dei rifiuti sono la pirolisi, svolta in assenza di ossigeno, e la gassificazione, che consiste invece in un'ossidazione parziale. In senso lato, si parla di "incenerimento" anche quando all'interno di tale processo sono presenti fasi di pirolisi e di gassificazione.
Tra le tipologie di inceneritori ci sono anche i termovalorizzatori che sfruttano il calore sviluppato durante la combustione per la produzione di energia elettrica o come vettore di calore (ad esempio per il teleriscaldamento) sfruttando la cogenerazione.

LA CARTA
Il riciclaggio della carta è un settore del riciclaggio dei rifiuti.
Gli impieghi fondamentali, civili e industriali, della carta, sono:
•sostegno fisico per la scrittura e la stampa;
•imballaggio: carta e cartone da imballaggio, che rappresentano il consumo maggiore (del 37%), con varie caratteristiche;
•cartone ondulato;
•cartoncino per astucci pieghevoli;
•carta utilizzata per sacchi e sacchetti, con varie proprietà: resistente, fragile, filtrante, oleata, cerata, morbida, dura, assorbenti;
Si tratta di prodotti di uso universale, con indici crescenti di produzione e di domanda, il cui utilizzo ha una forte e diffusa produzione di rifiuti.
La carta è, però, un materiale riciclabile, poiché la cellulosa che contiene può essere sottoposta a ripetuti cicli di lavorazione. La carta recuperata può essere trattata e riutilizzata come materia secondaria per la produzione di nuova carta. La raccolta differenziata della carta riguarda tutti i vari prodotti di carta.
Partendo dalla fibra del rifiuto cartaceo, circa il 80% viene trasformato in nuova carta[senza fonte]. Rispetto ad altre produzioni, quindi, il macero comporta grandi risparmi energetici, idrici e di legname.
Infine, la carta riciclata che non ha più la consistenza sufficiente per produrre altra carta può essere utilizzata come combustibile per produrre energia.
La trasformazione della carta da macero in materia prima avviene in varie fasi:

1.raccolta e stoccaggio;
2.selezionamento, per separare le fibre utilizzabili con le diverse tipologie di carta da macero. Il valore tecnico ed economico del materiale aumenta quanto più definita è la selezione per tipologia e qualità: solitamente il processo di selezione è meccanico, una selezione più spinta deve essere eseguita a mano, facendo scorrere la carta sopra un nastro trasportatore, con operatori manuali che la dividono per tipologia;
3.pressatura e legatura in balle; queste, inviate alle cartiere, subiscono il processo di riciclo vero e proprio;
4.sminuzzamento;
5.sbiancamento per eliminare gli inchiostri: decolorazione;
6.riduzione in poltiglia con aggiunta di acqua calda;
7.affinamento: dall’impasto vengono sottratte le impurità e le scorie, fino a separare la pasta di cellulosa;
8.aggiunta di cellulosa vergine, in proporzioni diverse a seconda dell’utilizzo futuro.
A questo punto del ciclo, la cellulosa contenuta nella carta-rifiuto è ritornata ad essere una materia prima pronta a rientrare nel ciclo di produzione.
La macchina cosiddetta “continua” provvede infine a stendere, disidratare, pressare l’impasto, con il passaggio attraverso vari rulli, fino all’avvolgimento finale in bobine, da inviare alle cartotecniche, dove la carta viene trasformata ulteriormente per ottenere i nuovi imballaggi e prodotti finiti.
Il riciclaggio della carta comprende varie tipologie di prodotti, che vanno dai giornali e riviste, libri, quaderni e opuscoli, ai sacchetti, imballaggi in cartone, alle scatole per alimenti, per detersivi o scarpe, fino alle fascette di carta dei vasetti di yogurt e bevande.
Non deve essere conferita carta contaminata da sostanze putrescibili o tossiche, fazzoletti/ tovaglioli di carta, o che contenga altri materiali non cellulosi.
Anche la carta di qualità elevata (ad esempio, da disegno o per fotocopie) può essere prodotta con carta riciclata.
Dal punto di vista economico, il riciclaggio è meno costoso dell’incenerimento.
LA PLASTICA
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