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le verrine

by Fausta Fanelli

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IN VERREM
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di Marco Tullio Cicerone
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A cura di:
Fausta Fanelli
Valentina Semeraro
Claudia Tagliente

come procedevano i processi nell'antica roma?
Il sistema giuridico romano prevedeva processi civili e penali. Nei casi civili, trattavano controversie private con sanzioni pecuniarie per torti (delictum), mentre quelli penali riguardavano reati pubblici (crimina) con pene severe. I processi si svolgevano principalmente nel Foro, presieduti dai praetores, con tribunali permanenti (quaestiones perpetuae) gestiti da senatori.

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Non esistevano magistrati o avvocati professionisti; la presidenza dei tribunali era affidata a politici eletti, e le giurie erano formate da cittadini comuni. Le fasi preliminari includevano l'accusa da parte di un querelante, seguita dall'indagine del magistrato. Gli accusatori dovevano presentare prove, e gli imputati potevano difendersi con l'aiuto di patroni, advocati e laudatores.
Il dibattimento iniziava con discorsi d'accusa e di difesa, seguiti da interrogatori incrociati, esame delle prove e testimonianze. Alla fine, la giuria emetteva una sentenza di colpevolezza o innocenza (con "absolvo" o "condemno"), senza possibilità di modifica della pena, che era fissata dalla legge. Alcuni illeciti richiedevano un giudizio accessorio per il risarcimento.
come sono composte le verrine?
Ci sono tre sezioni principali:

- Divinatio in Quintum Caecilium: udienza preliminare in cui Cicerone esprime i motivi per i quali egli merita di diventare l'accusatore di Verre, contrapponendosi a Cecilio.Grazie a questo discorso Cicerone potè assumere l'accusa e ottenne 110 giorni di tempo per fare indagini e raccogliere prove.

- Actio prima in Verrem: orazione che effettivamente pronunciò contro Verre

-Actio secunda in Verrem: orazione costituita da cinque discorsi mai pronunciati, suma di tutti i motivi per cui Verre sarebbe dovuto incorrere nella condanna.

I motivi della stesura sono di ordine politico. Cicerone dà un'immagine di se stesso fino a qualificarsi come il salvatore della Res Publica.
L'occasione di Cicerone
I provinciali siciliani proposero a Cicerone, (dopo aver svolto la funzione di questore dal 76 al 71 a.C. con scrupolo e onestà e dopo aver ottenuto l'aedilitas, una magistratura minore amministrativa), di sostenere l'accusa contro il propretore Verre , accusato di concussione (crimen pecuniarum repetundarum) cioè di aver dissanguato l'isola durante il suo mandato e aver sfruttato la provincia, pensando solo ai propri interessi.

Ortensio Ortalo, più anziano di Cicerone e oratore rinomato per il suo talento, assunse il compito della difesa.

Verre e il suo difensore Ortensio tentarono di negare il diritto di accusa a Cicerone e di affidarlo ad un accusatore “corrotto”, Cecilio.
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