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Roma Caput mundi

by valentina prevete

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La Storia di ROMA
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Roma in età antica fu un centro egemone, politicamente e culturalmente, che si sviluppò lungo il fiume Tevere nell'antico Latium vetus[1] per oltre un millennio (dal 753 a.C. al 476 d.C., continuando poi fino ai nostri giorni).
Risulta verosimile che Roma sia nata dopo un lungo processo di aggregazione dei villaggi (sinecismo) che sorgevano sulle colline circostanti il fiume Tevere (in particolare sul Palatium, sul Cermalus e sulla Velia). Secondo alcuni storici la prima civitas quadrata formata sul Palatino fu in seguito allargata al Septimontium e poi alla città delle quattro regioni.[2]
Essa rappresentò la prima grande metropoli dell'umanità (tanto che il numero di abitanti della Roma Augustea fu raggiunto solamente agli inizi del XIX secolo da Londra) cuore di una delle più importanti civiltà antiche, che influenzò la società, la cultura, la lingua, la letteratura, l'arte, l'architettura, la filosofia, la religione, il diritto e i costumi dei secoli successivi. Capitale della Repubblica romana prima e dell'Impero romano poi, estese il suo dominio su tutto il bacino del Mediterraneo e gran parte dell'Europa.
Nota fino al XVII secolo come "Piazza di Francia" per la presenza di proprietà francesi nella piazza, cambiò nome nell'attuale a seguito della costruzione della sede dell'ambasciata spagnola. Al centro della piazza vi è la nota fontana della Barcaccia, che risale al primo periodo barocco, realizzata da Pietro Bernini e da suo figlio, il più celebre Gian Lorenzo.

Piazza di Spagna in una foto del 1868
All'angolino
destro della scalinata vi era la casa del poeta inglese John Keats, ove visse e morì nel 1821, oggi trasformata in un museo dedicato alla sua memoria e a quella dell'amico Percy Bysshe Shelley, piena di libri e memorabilia del Romanticismo inglese. All'angolo sinistro c'è, invece, la sala da tè Babington's aperta nel 1893.
Dal lato di via Frattina sorge il Palazzo di Propaganda Fide, di proprietà della Santa Sede. Di fronte alla sua facciata, progettata da Bernini (mentre la facciata laterale è invece di Francesco Borromini), svetta la colonna dell'Immacolata Concezione, che fu innalzata dopo la proclamazione del dogma per volontà del re Ferdinando II delle Due Sicilie in ringraziamento per uno scampato attentato, e inaugurata il giorno 8 dicembre 1857. Dal 1923 i Vigili del fuoco offrono un acrobatico omaggio floreale alla statua, avvalendosi delle loro scale; nel 1953 lo stesso papa Pio XII volle presenziare alla cerimonia, ma fu dal 1958 con Giovanni XXIII che la presenza del Santo Padre a tale rito divenne una vera e propria tradizione, fedelmente mantenuta da tutti i pontefici.
Attualmente l'omaggio floreale di piazza di Spagna - sempre accompagnato da una preghiera mariana del Papa - è una delle cerimonie religiose più amate e popolari di Roma.
La piazza è citata in una famosa poesia di Cesare Pavese, denominata "Passerò da piazza di Spagna", il cui testo è stato riportato integralmente su una targa vicino alla sala da tè Babington's.[1]
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