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LA DINASTIA FLAVIA

by Salvatore Casà

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L'IMPERO ROMANO
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LA DINASTIA FLAVIA: VESPASIANO - TITO - DOMIZIANO
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SALVATORE ALBERTO CASA'
INTRODUZIONE
IL LONGUS ET UNUS ANNUS:
L'ANNO DEI QUATTRO IMPERATORI


Caduto Nerone, nel giugno del 68 d. C., si scatenarono aspre lotte per la successione, che riaprirono per Roma la convulsa fase delle guerre civili.
Si aprì, così, quello che lo storico Tacito ha definito "longus et unus annus", che vide l'avvicendarsi di quattro imperatori: Galba, Otone, Vitellio e Vespasiano, con il quale ebbe inizio la dinastia dei Flavi; dinastia che durò dal 69 al 96 d. C. e che comprende lo stesso Vespasiano e i duoi due figli, Tito e Domiziano.
Comic Panel 1
TITO FLAVIO VESPASIANO
Il Principato di Vespasiano durò dal 69 al 79 a. C.
Fu un imperatore che governò con saggezza ed equilibrio, mostrandosi rispettoso della tradizione romana e delle prerogative del senato.
Ridusse i fasti della corte, riassestò le finanze, intraprese una serie di opere pubbliche, tra cui l'anfiteatro Flavio, ovvero il Colosseo, inaugurato dal figlio Tito nell'anno 80 d. C.
Inoltre, allargò il diritto di cittadinanza, favorendo l'ingresso di Gallici e Spagnoli tra i funzionari imperiali e nel senato.
Uno dei primi atti di Vespasiano fu la Lex de Imperio Vespasiani, una tavola bronzea attualmente conservata presso i musei Capitolini di Roma, promulgata dal senato nel dicembre del 69 d. C.
Si tratta della testimonianza epigrafica più importante pervenutaci; essa dava per la prima volta una legalizzazione agli ampi poteri di cui il principe era investito dai tempi di Augusto.
Comic Panel 1
TITO, "DELIZIA DEL GENERE UMANO"
A Vespasiano, morto nel 79 d. C., subentrò il figlio Tito.
In precedenza, nel 70 a. C., Tito aveva stroncato la rivolta ebraica scoppiata in Giudea, una delle tante manifestazioni di insofferenza degli Ebrei verso il dominio romano. Tito distrusse il sacro Tempio di Gerusalemme e fece centinaia di migliaia di schiavi.
Divenuto imperatore, si trovò di fronte a due sciagure: la grande eruzione del Vesuvio, che nel 79 d. C. distrusse le città di Pompei, Ercolano e Stabia, e un incendio che nell'anno 80 d. C. devastò Roma. Tito contribuì generosamente con le proprie ricchezze a riparare i danni.
Durante il suo breve principato (79 - 81 d. C.) non si ebbero condanne a morte di oppositori: clemenza e generosità gli valsero, infatti, il soprannome di "delizia del genere umano" (Plinio).
DOMIZIANO
Tito morì improvvisamente nell'anno 81 a. C. e il potere passò al fratello minore Domiziano.
Sotto il profilo amministrativo, egli fu un buon imperatore, come riconobbe lo storico Svetonio: controllava scrupolosamente i magistrati delle province e realizzò importanti opere pubbliche.
Ottenne anche varie vittorie militari: sconfisse il re dei Daci; respinse alcuni popoli germanici oltre il Reno; portò a termine la conquista della Britannia.
Diversamente dal padre Vespasiano, però, Domiziano accentuò lo stile assolutistico del governo.
Per questo motivo, dopo varie congiure fallite, un ennesimo complotto del senato, agevolato dalla moglie Domizia, ebbe successo nel 96 d. C.: Domiziano morì pugnalato e con lui finì la dinastia Flavia.
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