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Cittadinanza, Costituzione e Cosmopolitismo

by Margherita Collura e Maria Scaglione

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Cittadinanza, Costituzione e Cosmopolitismo
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Collura Margherita, Scaglione Maria
La Costituzione italiana
La Costituzione della Repubblica Italiana, entrata in vigore il 1°gennaio 1948, è la legge fondamentale dello Stato ed è posta al vertice nella gerarchia delle fonti di diritto dello Stato italiano. La prima volta, in Italia, che si votò a suffragio universale fu il 2 giugno 1946; in questa data, in cui si scelse tra la Monarchia e la Repubblica, a vincere, anche se per pochissimo, fu la seconda. Si formò, quindi, un’Assemblea Costituente il cui compito primario era proprio quello di redìgere la costituzione di uno Stato. La forma di governo precedente alla Repubblica era la Monarchia Costituzionale dei Savoia che visse dal 1861 al 1946. Dalla nascita del Regno d’Italia, la Costituzione in vigore fu quella concessa dal re Carlo Alberto al Regno di Sardegna nel 1848, ossia lo Statuto Albertino.
I diritti umani sono dei diritti inalienabili di tutti gli esseri umani, che devono essere riconosciuti ad ogni persona solo per il fatto di appartenere al genere umano, indipendenti quindi dal sesso, etnia, religione, luogo di nascita, ecc…. Tutti quindi devono godere di questi diritti e nessuno ne può essere privato. Può esserci il rischio però che vengano aboliti, violati da nazioni governi o individui. Proprio per questo la tutela dei diritti è garantita da vari articoli della nostra costituzione come nell’articolo 24:
Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi.
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Quest'ultimo annovera tre caratteristiche principali, quale, tra le prime, la brevità in quanto solo 9 degli 84 articoli era rivolta al popolo; lo Statuto, poi, era flessibile perché tramite leggi ordinarie poteva esser modificata, proprio ciò permise al Governo Fascista di trasformare lo Stato italiano da liberale a totalitario; in fine, lo Statuto è anche detto ottriato in quanto concessione da parte del sovrano ai sudditi e non frutto della volontà popolare. La Costituzione repubblicana fu approvata dall’Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947 e firmata a Roma il 27 dicembre dello stesso anno dal Capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola, controfirmata dal Presidente dell’Assemblea Costituente Umberto Terracini, dal Presidente del Consiglio dei Ministri Alcide de Gasperi e dal guardasigilli Giuseppe Grassi.
Il più giovane dei padri costituenti fu Emilio Colombo che, ultimo a morire nel 2013, fu anche il 15° Presidente del Consiglio dei Ministri. Dal 1946 si sono svolti solo tre referendum di modifiche costituzionali: il primo fu il 7 ottobre 2001, il secondo si ebbe il giorno 25 e 26 del giugno 2006 e il terzo si tenne il 4 dicembre 2016.  
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La costituzione è composta da 139 articoli, di cui il 115, il 124, il 128, il 129 e il 130 furono abrogati, divisi in tre parti: 
Principi fondamentali (1-12); 
Diritti e doveri dei cittadini (13-54); 
Ordinamento della Repubblica. 
A queste si aggiungono 18 disposizioni transitorie e finali.  
La nostra costituzione prende spunto maggiormente dal documento storico della Costituzione della Repubblica Romana e, oltre ad essere deliberata e scritta, è rigida poiché i principi da essa deliberati possono essere modificati solo da un lungo e gravoso procedimento e non da delle leggi ordinarie; lunga in quanto i principi di solidarietà e convivenza civile sono stati sanciti in maniera inequivocabile, è disciplinato il funzionamento degli organi costituzionali affinché sia evitato ogni tipo di accentramento da parte di una istituzione; votata perché emanata a seguito della votazione da parte dell’Assemblea Costituente; compromissoria essendo il frutto della collaborazione tra tutte le forze politiche uscenti dal secondo conflitto mondiale; democratica, infatti è dato particolare rilievo alla sovranità popolare, ai sindacati e ai partiti politici; programmatica poiché rappresenta un programma, ossia attribuisce alle forze politiche il compito di rendere effettivi gli obbiettivi fissati dai costituenti.  
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L’UNIONE EUROPEA
L'Unione Europea fu istituita con il trattato di Maastricht nel 1992 che fu firmato da 12 Stati. Il trattato assorbi le funzioni delle prime organizzazioni della comunità Europea, ossia: 
CECA, la comunità europea del carbone e dell’acciaio che nacque nel 1951. Serviva a facilitare la produzione e lo scambio di carbone e acciaio tra i Paesi della Comunità che costituirono la “Piccola Europa”; 
CEE, la Comunità Economica Europea che nacque con il trattato di Roma nel 1957. Serviva ad abbattere le barriere commerciali fra gli stati membri e costituire un mercato comune; 
Euratom, la Comunità Europea per l’Energia Atomica che nacque con il trattato di Roma nel 1957. Serviva a realizzare la collaborazione tra gli Stati europei per la ricerca e lo sfruttamento del nucleare.  
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La clausola di opting-out del trattato di Maastricht permette al Regno Unito e all’Irlanda di non far parte dello Spazio Schengen, che è un'area che comprende 26 Stati europei, i quali, in base all'acquis di Schengen, hanno abolito le frontiere interne. Con l'Unione europea la Comunità diventa un organismo politico destinato ad operare per favorire e realizzare il processo di integrazione non più solo economica, ma anche in altri set tori come la politica estera comune, la politica di difesa europea, la cooperazione tra le forze di polizia e tra le autorità giudiziarie.
Il Trattato di Maastricht ha sancito anche l'unione monetaria dei Paesi europei. La struttura in "tre pilastri" dell'Unione europea risale a questo trattato: il primo è il mercato comune europeo, il secondo pilastro è la politica estera e di sicurezza comune, il terzo è la cooperazione giudiziaria e di polizia in materia penale. Un altro principio fondamentale, è il principio di sussidiarietà che consiste nell’intervento dell’apparato di livello superiore per porre rimedio alle mancanze degli Stati nell’ambito delle materie di competenza concorrente tra UE e Stati membri. Dal 1°gennaio 2002, l’euro, che già fu introdotto nel 1999, entrò ufficialmente in circolazione con valore legale.
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