Book Creator

Salviamo Rosso Malpelo!

by M.C

Cover

Comic Panel 1
Loading...
Andiamo in scena!!!
Loading...
Salviamo Rosso Malpelo!
Narratore: Malpelo si chiama così perché hai i capelli rossi. Ha i capelli rossi perché è un ragazzo cattivo e malvagio. Alla cava della renarossa lo chiamano tutti Malpelo. Perfino suo madre non ricorda il nome di battesimo. Tutti lo schivano come un cane rognoso e, quando se lo trovano a tiro, lo prendono a calci.Un giorno mastro Misciu prende un lavoro a cottimo: togliere la rena da un pilastro che non serve più.Gli altri operai lo chiamano mastro Misciu Bestia e lo considerano l’asino da trasporto di tutta la cava. Ma lui non bada alle chiacchiere. Pensa solo a guadagnarsi il pane con la forza delle sue braccia.
Zio Mommu lo sciancato gli ha detto – Io quel pilastro non lo tolgo neanche per venti onze, talmente è pericoloso.

Mastro Misciu – Qui tutto è pericoloso ! Se uno ascolta tutte le sciocchezze che si dicono, non deve lavorare nella cava. Meglio se va a fare l’avvocato.

Narratore: Dunque il sabato sera mastro Misciu ancora sta scavando nel pilastro. I suoi compagni quando tornano a casa gli dicono scherzando:

Compagno 1: – Mastro Misciu, divertiti a scavare la rena per il padrone!


Compagno 2: – Mastro Misciu, attento a non fare la morte del sorcio!

Narratore: Ma lui non bada alle beffe, risponde solo con una risata e continua a dare con forza dei colpi di zappa al pilastro. Ad ogni colpo di zappa dice fra sè

Matro Misciu : – Questo è per il pane! Questo per il vino! Questo per la gonna di Nunziata!

Narratore: Intanto Malpelo mette a posto il piccone, il sacco vuoto e il fiasco di vino. Il padre, che gli vuole molto bene, gli raccomanda sempre:

Mastro Misciu: –Figlio mio stai attento! Spostati di là che è meno pericoloso! Se vedi cascare dei sassolini o della rena grossa, scappa subito!

Narratore: All’improvviso, punf! Un rumore sordo, come fa la rena traditrice quando cade in un solo colpo.L’ingegnere che dirige i lavori della cava è ancora a teatro quando gli operai vengono per dirgli che mastro Misciu ha fatto la morte del sorcio.
Narratore: Un giorno arriva alla cava un ragazzetto piccolo e gracile. Ha un femore lussato a causa di una caduta nel cantiere dove lavorava e non può più fare il manovale. Ogni volta che trasporta sulla spalla un corbello pieno di rena, arranca come se ballasse la tarantella. Fa ridere tutti gli operai che per questo lo chiamano Ranocchio. Malpelo prende questo ragazzo in simpatia. Gli vuole bene a modo suo. Lo tormenta e lo picchia senza motivo, e se non si difende lo picchia più forte. Ogni volta che Ranocchio si lamenta per il lavoro troppo pesante, Malpelo lo picchia sul dorso. Qualche volta Ranocchio lo scongiura piangendo di dire la verità, di discolparsi
Una sera portano Ranocchio fuori dalla galleria, sul dorso dell’asino dentro a un corbello tremante come un pulcino bagnato.Allora Malpelo si prende cura di Ranocchio e ogni sera se lo carica sulle spalle per portarlo fuori dalla galleria. Cerca di confortarlo a modo suo, sgridandolo e picchiandolo.
Intanto Ranocchio non guarisce e continua a sputare sangue, e ad avere la febbre tutti i giorni.
Alcuni giorni dopo viene a sapere che Ranocchio è morto.
Finale!
Malpelo non ci stava, non voleva fare la morte dei sorci, se le sue alternative erano la miniera o il carcere, lui sceglieva la gabbia, almeno dalle sbarre avrebbe visto il cielo.
Fu così che l’indomani rubò quei quattro spiccioli allo Sciancato, badando bene di farsi scoprire.
“A ladro! A ladro! Malpelo, maledetto furfante, a cosa ti servono i miei denari se anche la tua famiglia ti ha abbandonato!”.
Nel giro di poche ore fu portato in prigione a marcire lì per l’eternità.

Lì non era l’unico Malpelo, due su tre avevano i capelli rossi. Ah quant’è vero che nel malpelo c’è cattiveria, quel posto ne era la dimostrazione.
Appena fu dentro si posizionò sotto la finestrella ad ammirare il cielo chiedendosi se da morto sarebbe salito lì, come diceva Ranocchio, oppure sceso di nuovo sottoterra. Era notte fonda e lui stava ancora lì aggrappato alle sbarre a contar quei punti di luce che illuminavano la sua oscurità, quando un altro rosso, un uomo, gli si avvicinò.
“Cosa fai? È tutto il giorno che sei lì.”.
“Guardo il cielo! Per anni sono stato sottoterra nelle cave di rena, sono passato da quella prigione a questa voluta gabbia solo per sentirmi libero di osservare il paradiso.”.
“Tu non marcirai qua dentro. Te lo garantisco, sei troppo giovane e sarai il riscatto di tutti i malpelo! Domani finiscono i miei giorni da carcerato, ma sono vecchio e stanco, non ho molto da vivere e nessuno che mi aspetta. Indosserai il mio mantello e quando le guardie faranno il mio nome uscirai tu al mio posto.”
“Anche io sono solo, non saprei dove andare e non ho paura della morte per me può arrivare anche qui!”.
“No, tu sei giovane! Devi vivere! Và verso est, chiedi di Barto, è anche lui un rosso, ma ha avuto fortuna. Ha delle terre e sarà disposto ad aiutarti! Almeno lavorerai riscaldato dal sole e rinfrescato dal vento!”.

Di buon ora i gendarmi andarono alla cella, chiamarono a gran voce l’uomo che rimase steso nel suo giaciglio, al suo posto si alzò il ragazzo, il quale si avvolse nel mantello del uomo, chinò il viso e si diresse verso l’uscita con il cuore gonfio di paura.
Le guardie non si accorsero dello scambio e il ragazzo presto fu fuori.
Pioveva. Una pioggerella fine. Malpelo alzò il viso al cielo, le gocce di pioggia gli rigavano le guance come se fossero le lacrime che non riusciva a versare. All’orizzonte vide il sole.
Il sole della sua nuova vita!!!

PrevNext