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LETTERATURA

by GIOVANNI GALLO

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LETTERATURA
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UMBERTO SABA : POESIA GOAL
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LA BIOGRAFIA
Umberto Saba nacque a Trieste nel 1893. Il suo vero nome era Umberto Poli ma si fece chiamare Saba , che in ebreo significa pane , in omaggio alla madre ebrea. Partecipò alla prima guerra mondiale . Fu discriminato dalle leggi razziali del fascismo. Lasciò scritto che la sua era povera (relativamente)di avvenimenti esterni; ricca , a volte fino allo spasimo, di moti e risonanze interne . La sua opera più conosciuta è il Canzoniere , che raccoglie le poesie composte fra il 1910 e il 1944.
Nelle sue opere cercò la semplicità e la purezza della parola poetica.
Morì a Gorizia nel 1957
Poesia : Goal
Il portiere caduto alla difesa
ultima vana, contro terra cela
la faccia, a non veder l’amara luce.
Il compagno in ginocchio che l’induce
con parole e con mano, a rilevarsi,
scopre pieni di lacrime i suoi occhi.
La folla- unita ebrezza - per trabocchi
nel campo. Intorno al vincitore stanno,
al suo collo si gettano i fratelli.
Pochi momenti come questo belli,
a quanti l’odio consuma e l’amore,
è dato, sotto il cielo, di vedere.
Presso la rete inviolata il portiere
- l’altro - è rimasto. Ma non la sua anima,
con la persona vi è rimasta sola.
La sua gioia si fa una capriola,
si fa baci che manda di lontano.
Della festa - egli dice - anch’io son parte.
RIASSUNTO
Umberto Saba è riuscito a tirare fuori da un argomento in apparenza poco poetico (una partita di calcio) delle bellissime riflessioni e dei versi che meritano di essere letti e analizzati più volte.
La partita di calcio è descritta nel momento più importante e significativo. Il portiere di una delle due squadre è sdraiato e tiene la faccia a terra, rifiutandosi di guardare l'amara luce, ossia la realtà dei fatti. Ha subito un goal, non uno qualunque, ma quello che di fatto sancisce la sconfitta per la sua squadra.
Un compagno cerca di consolarlo e di farlo rialzare, ma negli occhi del portiere vede lacrime amare. Nel frattempo, una parte della folla esulta e acclama i vincitori.

Il poeta si sofferma poi sull'altro portiere, descrivendone perfettamente gli stati d'animo. Egli è rimasto tra i pali della porta, ma solo con il corpo. La sua anima è invece con i compagni di squadra. Manda baci e fa una capriola per la gioia e si sente anche lui parte di una grande festa.
La poesia è particolare perchè mostra le due faccie di una stessa situazione, gioia e senso di trionfo da un lato e tristezza unita a senso di sconfitta dall'altro.
FIGURE RETORICHE
Diverse sono le figure retoriche rintracciabili in questo componimento poetico di Saba.
I primi sei versi, che descrivono minuziosamente la scena dello sconforto del portiere e il tentativo del suo compagno di consolarlo sono un chiarissimo esempio di ipotiposi.
Al v. 3 è riconoscibile una sinestesia (amara luce) che al tempo stesso è un’anastrofe.
Un’anastrofe è presente anche nel v. 6 (pieni di lacrime i suoi occhi); lo stesso al v. 8 (Intorno al vincitore stanno).
Al v. 7 è presente una metafora (La folla – unita ebbrezza), figura che ricorre anche nei vv. 16-17 (La sua gioia si fa una capriola, / si fa baci).
Nel v. 11 è presente la figura retorica dell’antitesi (a quanti l’odio consuma e l’amore).
I vv. 13-14 sono un esempio di iperbato (Presso la rete inviolata il portiere / – l’altro – è rimasto), figura che ricorre anche nel v. 18 (Della festa – egli dice – anch’io son parte).
Numerosi sono gli enjambement (vv. 1-2, 2-3, 4-5, 5-6, 7-8, 10-11, 11-12, 13-14, 14-15).
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