Book Creator

la figura di Ulisse nella letteratura

by Cecilia Cimarelli

Cover

Loading...
La figura di Ulisse nella letteratura
Loading...
Loading...
Blake
Hell 26 Ulisses & Diomedes
Ulisse è un «archetipo mitico che si sviluppa nella storia e nella letteratura come un costante logos culturale» P. Boitani, L’ombra di Ulisse, 1992.
OMERO, DANTE ,FOSCOLO, PASCOLI, D'ANNUNZIO, SABA, LEVI
Rounded Rectangle
Nelle sue varie, infinite forme, Ulisse sembra incarnare l’uomo di ogni tempo. Un arco cronologico lunghissimo: da Omero fino ai giorni nostri.

Giorgio de Chirico. Ritorno di Ulisse
Ellipse;
OMERO
L'Odissea
Il mito di Ulisse inizia con l’Odissea di Omero: l’eroe greco partecipa alla guerra di Troia e contribuisce in modo decisivo alla conquista della città (con l’inganno del cavallo di legno e con la sottrazione del Palladio). Dopo la caduta di Troia, il viaggio verso Itaca, costellato di ostacoli e disavventure infinite, rivela in Ulisse un navigatore intrepido e abile esploratore, un maestro nell’arte del racconto, fedele e tenace negli affetti, quanto spietato nella vendetta, fino al felice ritorno in patria (con lo sterminio dei Proci che gli hanno invaso il palazzo, pretendenti al suo regno e alle nozze con sua moglie).
Ulisse non è solo l'eroe-guerrierocoraggioso e pronto alla battaglia, ma anche l'uomo astuto, istintivo, intelligente mosso dal desiderio di conoscere, sofferente per la lontananza dalla sua terra, dalla casa, dalla sposa e dal figli.
DANTE
Ulisse all'Inferno
Ellipse;
Dante colloca Ulisse nel canto XXVI dell’Inferno, nel cerchio VIII, detto Malebolge, dei consiglieri fraudolenti, insieme all'amico Diomede compagno inseparabile di tante avventure.
E' accusato di aver dato consigli ingannevoli, quando era ancora in vita, a chi lo circondava e di aver, in questo modo, ingannato il prossimo. Ulisse, nella Divina Commedia, racconta a Dante e a Virgilio di aver sfidato il volere divino, trasgredendo le regole imbarcandosi con i compagni in cerca di avventure, ma soprattutto, di aver oltrepassato le colonne d’Ercole che rappresentavano un limite oltre il quale, agli uomini, era vietato avvicinarsi.
Dante e Ulisse si assomigliano perché hanno sete di conoscenza ma Ulisse procedono senza la grazia divina e va incontro alla morte, ecco perché il suo volo è definito da Dante folle.
La pena: avvolti da perpetue fiamme come lingue di fuoco.
Contrappasso: le loro lingue furono abili nel tessere inganni, ora essi sono costretti a restare nascosti per sempre da una lingua di fuoco che li brucia dolorosamente.
Ellipse;
FOSCOLO
parla di Ulisse in due componimenti:
"A Zacinto" e nei "Sepolcri". 
A ZACINTO
Ulisse come "bello di fama e di sventura" come Foscolo nasce in Grecia sulle sponde ioniche e patisce la sventura dell'esilio con la differenza che l'eroe omerico tornerà a baciare la patria, mentre al poeta no, parlerà di Zacinto solo attraverso la poesia. 
Ulisse è eroe classico, positivo, che conclude felicemente le proprie peregrinazioni.
Foscolo è eroe romantico, negativo, non può concludere felicemente le sue peregrinazioni, è eroe esule ed errante questo simboleggia la condizione di smarrimento dell'intellettuale in una società in cui non si riconosce.
Mentre nella poesia A Zacinto Foscolo si identifica con Ulisse, nei versi dei Sepolcri il discorso cambia e si fa avanti una visione negativa dell'eroe: rappresentato come uno che ha tentato l’inganno. Infatti , dopo la morte di Achille, le sue armi erano state assegnate ad Aiace, ma Ulisse, con l'inganno, riuscì a farsele attribuire così che Aiace si uccise per l’onta subita. In seguito il mare le strappò alla nave di Ulisse e le depositò sulla tomba di Aiace. Foscolo ci insegna come la morte assicuri giustamente ai valorosi, in questo caso Aiace, la ricompensa spettante della gloria.
 PASCOLI
Poemi Conviviali
Ellipse;
L'ultimo viaggio di Ulisse

Pascoli immagina che Ulisse, già vecchio, solo, insofferente della riacquistata serenità a Itaca, riprenda la navigazione, ripercorrendo le tappe delle sue straordinarie avventure. Ma il viaggio segna la fine, già dal titolo possiamo capire che è tragico, Ulisse incontrerà la morte sulle sponde dell'isola di Ogigia dove l'unica abitante è la ninfa Calypso.
Il destino è beffardo, l'eroe esala l'ultimo respiro proprio davanti a colei che anni prima aveva proposto ad Ulisse l'immortalità ma lui, per desiderio di conoscenza e per volontà degli dei, aveva rifiutato.
Pascoli proietta sul mondo antico la sensibilità inquieta della modernità e trasforma l’Ulisse omerico in un uomo fragile, morente, eroe della sconfitta, dello scacco dell’uomo di fronte al mistero e alla morte.
PrevNext