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Guida al museo Atestino

by Luisa Bizzo

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MUSEO NAZIONALE ATESTINO
30 marzo 2023
Noi guide turistiche
per i nostri compagni
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Il 30 marzo è stato un giorno speciale, nel Museo Nazionale Atestino, vestiti da Veneti Antichi abbiamo fatto da guida ai nostri amici di San Zeno e di Montagnana. I Veneti nostri progenitori occupavano un territorio molto più vasto dell'attuale Veneto, visto che sono stati ritrovati reperti dei Veneti anche in Friuli Venezia Giulia e in Emilia Romagna, tuttavia i villaggi veneti erano affiancati da Galli o Celti in genere.
La civiltà venetica si sviluppa dal 900 a.C al 200 a.C quando questo popolo italico accetta la supremazia dell'esercito romano senza combattere ma ricevendo in cambio la tecnologia romana. L'esercito romano era imbattibile in battaglia ma anche capace di fare ponti, strade, acquedotti...
LE NECROPOLI
Alcuni di noi hanno illustrato com'era il culto dei morti presso i Veneti Antichi
La morte era considerata una sorta di viaggio nell'aldilà dove la persona avrebbe vissuto un'altra vita.
I morti erano considerati come delle divinità e andavano pregati e temuti.
Quando una persona moriva veniva cremata, ponendola su una pira funebre fatta di legna sacra che doveva bruciare per circa dodici ore.
I pezzetti di ossa rimasti venivano lavati e profumati e posti in un ossuario con il corredo funebre, cioè gli oggetti importanti che sarebbero serviti al defunto nella sua nuova vita.
Le famiglie più ricche mettevano l'ossuario in una situla decorata, per abbellirlo.
Le vetrine intorno mostrano tanti oggetti di vita quotidiana ritrovati nelle tombe
LA SITULA BENVENUTI

Il reperto più bello è la situla Benvenuti, deve il suo nome al proprietario del terreno dove venne ritrovata. E' una situla di rame sbalzato e inciso, pertanto può essere letta e compresa anche da persone con problemi di cecità.
Divisa in tre fasce rappresenta il mondo dei Veneti antichi fatto di agricoltura, di artigianato, di commercio, quindi di incontro con tanti popoli vicini e lontani come testimoniano nella terza fascia i soldati che trascinano i prigionieri, molto assomigliano agli opliti spartani che i Veneti avevano conosciuto incontrando i Greci. Osserviamo anche tanti animali veri
probabilmente popolavano i loro boschi, ma anche animali fantastici che popolavano le loro storie e quelle che avevano sentito raccontare da altri.

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