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SCHEGGE DAL FUTURO. E SE L'ACQUA FINISSE?

by STEFANIA DE SENA

Pages 2 and 3 of 45

SCHEGGE DAL FUTURO.E SE L'ACQUA FINISSE?
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INDICE

"Museo dell'acqua dolce perduta"...................... pag.3
Il piccolo fiume..................................................... pag.7
Filastrocca sul risparmio dell'acqua................ pag. 12
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INDICE

"Museo dell'acqua dolce perduta"...................... pag.3
Il piccolo fiume..................................................... pag.7
Filastrocca sul risparmio dell'acqua................ pag. 12
MUSEO DELL'ACQUA DOLCE PERDUTA

Quel giorno io e mio nonno Giovanni, giungemmo al "Museo dell'acqua dolce perduta", dopo una giornata lunga e faticosa. Ma la stanchezza, cessò appena varcammo la soglia. Sulla porta un' insegna: " Aperto a bambini e ragazzi esclusivamente accompagnati dai nonni". Un'esposizione davvero singolare, perché nella prima teca erano presenti dei sassi, dai colori e dalle forme particolari, davvero singolari! Non certamente come quelli che siamo abituati a vedere oggi, nel 2050.
MUSEO DELL'ACQUA DOLCE PERDUTA

Quel giorno io e mio nonno Giovanni, giungemmo al "Museo dell'acqua dolce perduta", dopo una giornata lunga e faticosa. Ma la stanchezza, cessò appena varcammo la soglia. Sulla porta un' insegna: " Aperto a bambini e ragazzi esclusivamente accompagnati dai nonni". Un'esposizione davvero singolare, perché nella prima teca erano presenti dei sassi, dai colori e dalle forme particolari, davvero singolari! Non certamente come quelli che siamo abituati a vedere oggi, nel 2050.
Le teche si susseguivano e lo stupore cresceva: si cominciava dai sassi a forma d’uovo, a quelli a forma di rametti, tutti plasmati dal lavorio dei fiumi che nel loro scorrere per milioni di anni li avevano arrotondati e limati. Il nonno guardava, aveva l'aria rammaricata, scorgevo sul suo viso un velo di malinconia.
“Ma davvero, nonno. Sei stato fortunato a vedere queste pietre meravigliose dal vivo. Ma cosa le rendeva così particolari e speciali?" . E il nonno, senza esitare: "L'acqua!". "Non posso credere che sia stata l’acqua, al mare ci sono solo sassi piatti!". “Ah, ma l’acqua dei mari, dei fiumi e dei laghi era tanta, tanta, tanta, allora”.
"Nonno, cosa c'è? Cos'è che ti rende davvero triste?".
"Non so da dove iniziare, ma un tempo quando ero ragazzo, quelle pietre che vedi lì, le trovavi lungo le spiagge. Molti bagnanti amavano raccoglierle e tenerle con sé, come dolce ricordo di un viaggio appena concluso".
“Ma davvero, nonno. Sei stato fortunato a vedere queste pietre meravigliose dal vivo. Ma cosa le rendeva così particolari e speciali?" . E il nonno, senza esitare: "L'acqua!". "Non posso credere che sia stata l’acqua, al mare ci sono solo sassi piatti!". “Ah, ma l’acqua dei mari, dei fiumi e dei laghi era tanta, tanta, tanta, allora”.
E intanto continuavamo a camminare, fino a quando Il nonno sospirò: Ludovica non ci badò nemmeno e giunse a quello che secondo lei era il punto fondamentale. Si piazzò davanti alla parete illustrata che mostrava com’era distribuita l’acqua sulla Terra all’inizio del ventunesimo secolo.
L’immagine mostrava un cerchio diviso in fette come una torta, ma una fetta occupava la quasi totalità della superficie, e c’era scritto sopra ‘Mari’. 
Il nonno, dopo aver guardato quell'immagine, aggiunse: “Sai, io sono riuscito a vedere un fiume, beh, un bel fiume. Prima la pioggia non era rara e tutte le gocce che cadevano a terra, se non venivano assorbite dal terreno, si univano formando serpentelli d’acqua che scorrevano via. I fiumi non erano così, ma molto, molto più grandi. All’uscita vedrai quant’era grande un fiume: ora senz’acqua. Ora non scorre più, ma si riesce ancora a vedere la strada che percorreva e i sassi di tutte le forme che il fiume scolpiva nel suo passaggio”.
“Ma nonno! Con quel che costa l’acqua?”.
Ancora un sospiro del  nonno: “La pioggia che cadeva dal cielo non si pagava e non si pagava neppure l’acqua dei fiumi. Già ai miei tempi l’acqua arrivava nelle case e, quando pioveva, non accadeva come oggi che tutti si precipitano a raccogliere l’acqua piovana”.
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