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Il volto delle emozioni

by Adriana Glorioso

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Il volto delle emozioni
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Le emozioni sono un fenomeno complesso e difficile da definire, ma proprio tramite esse diamo una risposta all’ambiente che ci circonda.
La parola deriva dal latino “emovus”, participio passato del verbo “emovere”, che significa “portare fuori”, muovere verso l’esterno. Un’emozione è infatti la reazione ad un avvenimento e si manifesta con una serie di cambiamenti fisici e psichici che influenzano a loro volta il pensiero e il comportamento dell’individuo. Si manifestano con l’espressività e la comunicazione attraverso la mimica facciale, i movimenti del corpo, l’assetto tonico-posturale, il tono della voce, etc. 
Le emozioni sono insomma le risposte che ognuno di noi dà alle percezioni di differenti stimoli, sulla base anche della propria esperienza. Le 5 emozioni primarie sono emozioni fondamentali (o di base): sono innate, espresse universalmente, da tutti in qualsiasi tempo, luogo e cultura.
La rabbia è legata ciò che proviamo quando ci sentiamo aggrediti, non tanto sul piano fisico, bensì nel momento in cui qualcosa o qualcuno ci ferisce, provocandoci un dolore. Essa può attivarsi quando si desidera qualcosa che non si riesce a ottenere, quando si esce sconfitti in una sfida (perdere una gara), quando non si riesce a raggiungere un obiettivo tanto desiderato.
Da questa emozione può derivare un comportamento aggressivo oppure no, a seconda delle esperienze di ciascuno e del significato che si è imparato ad attribuire alla rabbia e alla sua manifestazione. 
L’espressione della rabbia è comune a tutte le culture e a tutte le età ed è caratterizzata dalla contrazione delle sopracciglia, lo sguardo “feroce”, il digrignare dei denti e l’arrossamento del viso. Si manifesta con un aumento di volume della voce e maggiore velocità nel parlare. La rabbia accresce l’energia nel corpo e prepara all’azione per ottenere il cambiamento desiderato.
Il corpo arrabbiato si esprime protraendosi in avanti con modalità minacciose.
La paura ci suggerisce di fuggire, evitare, allontanarci. Da bambini si ha paura, del buio dei mostri, o da altre figure bizzarre non presenti nella vita quotidiana. Col passare degli anni questa emozione si riferisce a situazioni considerate pericolose anche dagli adulti, potenzialmente reali (per esempio quella dei ladri). La paura è sempre associata all’idea di un pericolo, reale o immaginario che sia. Ha una funzione molto importante nella vita di ognuno, perché nelle situazioni di vero pericolo può salvare la vita, rendendo le persone più caute o trattenendole dal fare qualcosa di dannoso per sé e gli altri.
L’espressione della paura è caratterizzata in tutte le culture da occhi sbarrati, pupille dilatate e bocca aperta. La voce trema, il ritmo del parlare è accelerato e spesso esce un improvviso un urlo o una risata impotente. 
Il corpo in un primo momento si mette in posizione difensiva, tende a inclinarsi all'indietro. Il tono muscolare si irrigidisce e il movimento diventa incerto, per poi passare all’azione, che può essere di attacco o di fuga.
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