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libro emozioni di gruppo

by Crabu Alice

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In attesa dell'amore
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Come ho raggiunto la mia gioia 
Thought Bubble

"Sei la fonte della mia gioia,
il centro del mio mondo e tutto
il mio cuore."
Ciao mi chiamo Camilla e vorrei raccontarvi la mia storia.
Quando avevo 17 anni mi è stata diagnosticata una malattia piuttosto brutta: il cancro alle ovaie. Alessandro il mio ragazzo di quei tempi non la prese molto bene, e infatti dopo la notizia della malattia ha ben deciso di lasciarmi da sola ad affrontare la cosa.
I primi due anni della malattia non sono stati facili, mi sentivo costantemente sola anche se avevo l’appoggio della mia famiglia e dei miei amici, mi sentivo un peso per loro e per un momento ho desiderato di voler sparire da  questo mondo per sempre.
Nei giorni a seguire potevo muovermi nell’ospedale e fare qualche passeggiata nel reparto, e durante una di queste incontrai Filippo, un ragazzo di 22 anni, moro, occhi verdi e abbastanza alto che si trovava all’ospedale per diventare chirurgo. Dopo il primo incontro ne seguirono molti altri e riuscii a conoscerlo meglio diventando anche buoni amici, anche se dietro questo sentimento di amicizia si nascondeva un forte interesse, da parte mia sicuramente.
Ricordo di aver incontrato tante persone che tentavano di aiutarmi e che provavano a farmi ritornare il sorriso sul mio volto, fallendo molteplici volte data la mia testardaggine. Al terzo anno della malattia iniziavo a sentirmi meglio, perché i dottori mi dissero che il cancro stava diminuendo e che avevano finalmente trovato una cura. 
Filippo era un ragazzo diverso da tutti gli altri che avevo conosciuto nella mia vita , era molto timido all’inizio della nostra frequentazione e spesso riservato. Era fin troppo gentile con me e molte volte mi riaccompagnava in stanza dopo le nostre passeggiate pomeridiane. Ed è stata proprio la sua gentilezza nei miei confronti a farmi innamorare di lui. 
Dopo un paio di mesi finalmente la mia malattia era scomparsa e potevo uscire dall’ospedale
per vivere nuovamente la mia vita
Nei giorni a seguire potevo muovermi nell’ospedale e fare qualche passeggiata nel reparto, e durante una di queste incontrai Filippo, un ragazzo di 22 anni, moro, occhi verdi e abbastanza alto che si trovava all’ospedale per diventare chirurgo. Dopo il primo incontro ne seguirono molti altri e riuscii a conoscerlo meglio diventando anche buoni amici, anche se dietro questo sentimento di amicizia si nascondeva un forte interesse, da parte mia sicuramente.
Filippo era un ragazzo diverso da tutti gli altri che avevo conosciuto nella mia vita , era molto timido all’inizio della nostra frequentazione e spesso riservato. Era fin troppo gentile con me e molte volte mi riaccompagnava in stanza dopo le nostre passeggiate pomeridiane. Ed è stata proprio la sua gentilezza nei miei confronti a farmi innamorare di lui. 
Dopo un paio di mesi finalmente la mia malattia era scomparsa e potevo uscire dall’ospedale
per vivere nuovamente la mia vita
Ovviamente Filippo era un po' triste di questa notizia e non ci pensò due volte a chiedermi una sorta di appuntamento tre giorni dopo la mia uscita dall’ospedale.
Ricordo di aver aspettato quel giorno con ansia e una volta arrivato trascorsi una giornata meravigliosa.
Dopo quel giorno ne seguirono altri e la gioia che provai fu indescrivibile.
fare ma invece non c’era. Ricordo di aver percorso tutto l’ospedale alla sua ricerca fino a che non me lo ritrovai fermo nello stesso corridoio del nostro primo incontro. 
In una di quelle giornate ce ne fu una che non dimenticherò mai, mi portò a cena in un ristorante con vista sul Duomo di Milano, a fine serata andammo a fare un giro in centro, una volta arrivati in duomo mi disse: ‘’ SEI IL PEZZO MANCANTE DEL MIO PUZZLE’’ e senza aspettare una mia risposta si avvicinò scatenando in me le famosissime farfalle nello stomaco baciandomi. 
Se ne stava lì con un mazzo di fiori ed un sorriso che fece scatenare in me un fortissimo batticuore. Mi avvicinai abbastanza confusa ma allo stesso tempo elettrizzata e gli chiesi il perché di questa sorpresa ma lui senza dire niente si inginocchiò mettendo da parte il mazzo di fiori e tirando fuori una scatolina di velluto blu.
Quel momento riprovai il triplo della gioia del nostro “primo appuntamento” ,ed ovviamente mentre lui era lì con quel anello spettacolare tra le mani io ero un fiume di lacrime di gioia. A quel punto lui fece la fatidica domanda ed io risposi di SI saltandogli in collo. 
Passò qualche anno e il nostro amore cresceva sempre di più fino a che un giorno Filippo mi portò nuovamente all’ospedale per una visita di controllo che facevo spesso , e una volta finita pensavo di trovarlo davanti alla porta ad aspettarmi come suo solito 
Dopo mesi di organizzazione finalmente il nostro matrimonio arrivò e andò tutto a meraviglia. Per il nostro viaggio di nozze andammo in Spagna e fu il viaggio più bello della mia vita.
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