Book Creator

La fabbrica di caramelle

by ANNA MONTALBINI

Cover

Loading...
Loading...
Loading...
LA FABBRICA DI
Loading...
CARAMELLE
C'
era una volta, in un paesino sul mare, una scuola edificata in cima
ad una collina da cui si poteva
ammirare una splendida vista: da oriente arrivava il profumo del mare, da occidente si vedevano delle dolci
colline dalla vegetazione rigogliosa.
La scuola era frequentata da tutti i ragazzi del paese, ed era amministrata dal preside LUIGI FERRI, un burbero ed arcigno uomo che incuteva timore e paura: non era molto alto, ma si faceva rispettare con il suo vocione che echeggiava in tutti i corridoi della scuola:
“Perditempo galattici, sparite dalla mia vista e raggiungete le vostre aule, prima che conti fino ad … UNO”.
La scuola era frequentata da tutti i ragazzi del paese, ed era amministrata dal preside LUIGI FERRI, un burbero ed arcigno uomo che incuteva timore e paura: non era molto alto, ma si faceva rispettare con il suo vocione che echeggiava in tutti i corridoi della scuola:
“Perditempo galattici, sparite dalla mia vista e raggiungete le vostre aule, prima che conti fino ad … UNO”.
Tutti ne avevano timore. Anche i professori cercavano di non contraddirlo mai, tanto era spietato nelle sue punizioni.
Quel giorno, come del resto tutti gli altri, Daniele esce presto da casa sua con la sua bici carica di buste e la
mamma lo saluta dicendo: “Dany ti prego non perdere troppo tempo nelle consegne, e non fare tardi a
scuola”.
“Non preoccuparti mamma! Le mie gambe sono le più muscolose della città… pedalerò così forte da
stabilire il nuovo record”.
“Non preoccuparti mamma! Le mie gambe sono le più muscolose della città… pedalerò così forte da
stabilire il nuovo record”.
Eh sì, Daniele era uno splendido adolescente, biondo, muscoloso, aveva costruito il suo fisico non in palestra, la sua famiglia non poteva permetterselo, ma aiutando i propri genitori al banco della frutta.
Scaricava le casse della verdura ed effettuava le consegne in bici per tutta la città, prima di andare a scuola,
la mattina. Quel giorno, stranamente, aveva fatto molto presto e si meravigliò da solo: “Ehi, forse per una volta riesco ad arrivare in tempo alle lezioni!”
PrevNext