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La fabbrica di caramelle

by ANNA MONTALBINI

Pages 2 and 3 of 101

LA FABBRICA DI
CARAMELLE
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C'
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era una volta, in un paesino sul mare, una scuola edificata in cima
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ad una collina da cui si poteva
ammirare una splendida vista: da oriente arrivava il profumo del mare, da occidente si vedevano delle dolci
colline dalla vegetazione rigogliosa.
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La scuola era frequentata da tutti i ragazzi del paese, ed era amministrata dal preside LUIGI FERRI, un burbero ed arcigno uomo che incuteva timore e paura: non era molto alto, ma si faceva rispettare con il suo vocione che echeggiava in tutti i corridoi della scuola:
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“Perditempo galattici, sparite dalla mia vista e raggiungete le vostre aule, prima che conti fino ad … UNO”.
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La scuola era frequentata da tutti i ragazzi del paese, ed era amministrata dal preside LUIGI FERRI, un burbero ed arcigno uomo che incuteva timore e paura: non era molto alto, ma si faceva rispettare con il suo vocione che echeggiava in tutti i corridoi della scuola:
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“Perditempo galattici, sparite dalla mia vista e raggiungete le vostre aule, prima che conti fino ad … UNO”.
Tutti ne avevano timore. Anche i professori cercavano di non contraddirlo mai, tanto era spietato nelle sue punizioni.
Quel giorno, come del resto tutti gli altri, Daniele esce presto da casa sua con la sua bici carica di buste e la
mamma lo saluta dicendo: “Dany ti prego non perdere troppo tempo nelle consegne, e non fare tardi a
scuola”.
“Non preoccuparti mamma! Le mie gambe sono le più muscolose della città… pedalerò così forte da
stabilire il nuovo record”.
“Non preoccuparti mamma! Le mie gambe sono le più muscolose della città… pedalerò così forte da
stabilire il nuovo record”.
Eh sì, Daniele era uno splendido adolescente, biondo, muscoloso, aveva costruito il suo fisico non in palestra, la sua famiglia non poteva permetterselo, ma aiutando i propri genitori al banco della frutta.
Scaricava le casse della verdura ed effettuava le consegne in bici per tutta la città, prima di andare a scuola,
la mattina. Quel giorno, stranamente, aveva fatto molto presto e si meravigliò da solo: “Ehi, forse per una volta riesco ad arrivare in tempo alle lezioni!”
Aveva appena finito di pensarlo che lungo la via, sul ciglio della strada, vide un cassonetto muoversi: … “Oh oh, che sta succedendo?” Disse Daniele fermando velocemente la sua bici davanti ai cassonetti. Si avvicinò piano e vide spuntare dal bidone il più bel musetto mai visto prima. Il cagnolino, vedendolo, lo annusò, e laccandogli la mano inizio a latrare… “Ehi “disse Daniele “Cosa è successo alla tua zampa? Sembri ferito!” Così Daniele strappò un pezzo della sua camicia e fasciò la zampetta al cagnolino che, riconoscente, iniziò a leccarlo tutto e girandogli attorno si intrufolò nel suo zaino.
“Amico, mai nessuno mi aveva fatto così tante feste!!Sai che ti dico?” - disse Daniele guardando il cagnolino - “Ti porterò con me a scuola! Ma devi promettermi di non uscire dallo zaino. Hai capito, Zampetta?? “
Il cane sembrava annuire, gli piaceva pure il nome che Daniele aveva trovato per lui. Così, in sella alla bici, i
due si incamminarono verso la scuola.
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