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Un computer chiamato Katherine

by ROSSELLA ACCARDO

Pages 2 and 3 of 10

UN 
COMPUTER
CHIAMATO 
KATHERINE
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Ovunque andasse Katherine contava.
Contò i suoi passi verso la chiesa.
Contò i piatti sul tavolo da pranzo
Provò anche a contare le stelle nel cielo.
Ma la cosa più importante che contò
furono i giorni prima che potesse iniziare la scuola.
Finalmente all'età di cinque anni
andò a scuola e iniziò a divorare libri e numeri alla
velocità della luce.
Così l'insegnante decise che Katherine avrebbe saltato
la prima elementare per iniziare subito la seconda.
Ma Katherine imparava così velocemente che
in seguito saltò anche la quinta elementare.
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La matematica fu la cosa che maggiormente la affascinò. La trovava facile. Intanto quasi tutti in città discutevano se fosse giusto o sbagliato. Alcuni ritenevano fosse sbagliato riferendosi oltre che alla passione di Katherine per la matematica al suo colore della pelle, asserendo che fosse sbagliato che frequentasse la stessa scuola di bambini con la pelle chiara. Altri ritenevano fosse giusto che le ragazzine facessero le stesse cose dei ragazzini. Anche Katherine credeva fosse giusto e così continuò per la sua strada perchè credeva fortemente che tutti, maschi e femmine, bianchi e neri, dovessero avere le stesse opportunità. Così continuò a lavorare sodo a scuola sognando un futuro in cui tutte le persone avessero uguali diritti.
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Terminò l'ottavo anno quando aveva solo 10 anni ma la sua città non aveva un liceo per persone di colore. Determinata a continuare gli studi, imparò la geometria, e così a fare le linee, i punti, le forme, i triangoli trapezoidali e i parallelogrammi .... così che il suo amore per la matematica crebbe in maniera esponenziale.
A 15 anni iniziò a frequentare il college partecipando a tutte le lezioni di matematica e geometria, ma la sua passione e la sua intelligenza superavano tutti e tutto tant'è che i professori dovevano tenere delle lezioni solo per essere al passo con lei. Collegando i punti tra loro creò una una curva a forma di U chiamata parabola ... Fu amore a prima vista!
Dopo la laurea Katherine diventò un insegnante di matematica. Al tempo la gente diceva che le donne potevano essere solo insegnanti o infermiere. Ma Katherine sapeva che era sbagliato così come due più tre fa sei. Per Katherine le donne potevano essere qualsiasi cosa e decise di dimostrarlo. Scoprì un centro di ricerca in Virginia che assumeva donne matematici ... qui si lavorava con i computer, macchine che aiutavano gli uomini ingegneri a progettare areoplani e piani di volo. Bene, Katherine si sommava al perfetto lavoro. Per tutto il giorno tutti i giorni ha premuto pulsanti su una calcolatrice come tutte le altre donne, ha risolto lunghe equazioni matematiche come le altre donne, ha scritto risposte su un enorme foglio dati come le altre donne, ma Katherine non era come le altre donne. Lei faceva domande, molte domande e gli uomini che lavoravano con lei le chiesero di collaborare con loro ... fu così che mandarono il primo uomo americano nello spazio!
Fu così che il 20 Febbraio 1962 John Glenn fu il primo americano a farlo grazie soprattutto al fatto che riuscì a fidarsi dei calcoli di Katherine. Ma la donna non si arrese e tentò un'impresa assai più ambiziosa: la Luna. Katherine sapeva che questo volo era incredibilmente lungo e pericoloso, ogni calcolo doveva essere perfetto perchè con un solo errore il razzo avrebbe fatto ZOOM ... oltre l'orbita della Luna! Quindi calcolò e calcolò, progettò e progettò e creo un percorso audace per arrivare alla Luna e tornare indietro.
Così arrivò il fatidico giorno. Inizia la sequenza di accensione. Il battito cardiaco di Kathherine era accellerato , trattenne il respiro come potenti fiamme ... il cuore in gola ... esplose sulla rampa di lancio!
Quattro
Tre
Due
Uno
Decolloooooooooooooooooooooo
Il razzo rimbombante si alzò lentamente sopra il terreno, sopra il fumo, sopra le nuvole e poi scomparve nell'inchiostro nero dell'Universo.
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