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Le maschere della commedia dell'arte

by Giulia Amodio

Pages 2 and 3 of 13

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La Commedia dell'arte è il nome che è stato dato ad uno stile teatrale Nato in Italia nel 1500, si diffonde poi nel resto d’Europa incontrando ovunque un enorme successo, soprattutto in Francia.  Si caratterizza per l'assenza di un COPIONE che gli attori imparano a memoria, lasciando grande spazio alla improvvisazione degli attori. Non si deve credere però che gli attori si abbandonino alla totale improvvisazione, usano infatti un CANOVACCIO, ossia una traccia generale sulla quale si sviluppava l'improvvisazione degli attori.
In Italia il fenomeno si conclude con la riforma teatrale di Carlo Goldoni (a metà del '700), mentre in altre zone d'Europa il successo della Commedia dell'arte fu più duraturo.
La caratteristica fondamentale era l'uso delle maschere che corrispondevano a elementi caratteriali e di ruolo di ogni personaggio. Le maschere erano quindi cristallizzate, sempre uguali a loro stesse in vizi e virtù.
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Arlecchio, Pulcinella, Colombina, hanno il ruolo dei servi, anche detti zanni, poveri ma scaltri. Pantalone ed altri personaggi simili a lui, sono invece le maschere dei vecchi padroni; altri personaggi cristallizzati sono quelli dei giovani amanti, mentre i vari Capitano (Capitan Spaventa, Capitan Fracassa) vengono fatti parlare con toni magniloquenti e con evidenti accenti spagnoli, poiché rappresentano una satira contro gli spagnoli al potere in gran parte d'Italia. Ai vari personaggi vengono attribuite anche specifiche capacità di movimento per cui agli attori è richiesta una grande agilità per compiere gesti eclatanti, correre su cornicioni o fare salti mortali: tutte cose che arricchiscono la recitazione ben oltre l'idea che ne abbiamo noi oggi.