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LA RICETTA DELLA GESTIONE DELLA CLASSE

by Carmela Tamburrino

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"Ricetta per una buona gestione della classe"
La gestione della classe

è la capacità dell’insegnante di creare un clima classe positivo dal punto di vista relazionale e, successivamente, favorevole all’apprendimento. Deriva
dalla capacità di instaurare un rapporto di fiducia tra il docente e l’alunno, mostrando e diffondendo umanità non solo tra educatore ed educando ma anche tra alunni ed alunni. Ecco, è questo il caso che è avvenuto a Roma riguardante gli alunni abruzzesi che, spinti da un senso di umanità, amicizia ed inclusione, hanno deciso di non abbandonare il loro compagno inabile a scendere dal bus a causa della pedana rotta.
Vediamo ora una gustosa ricetta per la gestione classe.

Ingredienti:

-              Insegnante (meglio se autorevole);

-              Alunni (15 – 20 teste);

-              Osservazione sistematica;

-              Setting;

-              Contesto;

-              Ascolto attivo;

-              Tono di voce.
Preparazione:

Mettiamo insegnante e alunni in un’aula (alunni da un lato e docente dall’altro). Inizia ad interagire l’insegnante presentandosi e conoscendo gli alunni. Si suggerisce un numero ristretto di allievi onde poter seguire le esigenze di ciascun alunno.
Con il passare del tempo, l’osservazione rimane sempre uno degli elementi principali della gestione. Bisogna guardare chi si ha di fronte, osservare e riconoscere i punti di debolezza ma soprattutto quelli di forza sui quali si andrà a costruire una strategia. Di fondamentale importanza è anche l’ascolto attivo e l’essere presente e disponibile verso qualsiasi difficoltà, interessarsi a loro. Essi cercano solo un canale di comunicazione in quanto spesso a casa sono da soli, abbandonati ed a scuola cercano la figura che può comprenderli.
Il tono di voce, che è anch’esso necessario, non dovrà essere né troppo autoritario né troppo dolce, ma assertivo e deciso. Inoltre, gli alunni hanno bisogno della trasparenza: trattare di tutto quello che succede in classe e per ogni singolo alunno alimenterà in loro un sentimento di stima e di attendibilità. In questo modo si instaurerà un senso di fiducia, di umanità e di serenità verso tutti i soggetti presenti nell’aula. Il clima di classe positivo è un grandissimo punto di forza per l’apprendimento.
Avere pazienza e continuare a mescolare tutti gli ingredienti per mesi. Il risultato sarà buono. Manca però l’ingrediente segreto che porta ad un’efficace gestione della classe: l’empatia, caratteristica imprescindibile dell’insegnante. Chi non la ha non può fare il professore.
La scuola è la prima forma di società con cui i giovani
entrano in contatto. Essa è lo specchio della società. Al suo cambiare, dunque, cambia la scuola; al cambiare delle ideologie, cambia la scuola.
Molti professori con un servizio decennale se non superiore ritengono che gli alunni di oggi siano diversi rispetto a quelli di ieri, affermando che essi siano diventati più difficili. Certo che sì. Il mondo è in continuo divenire: cambiano gli spazi ed i tempi con le nuove tecnologie;
cambiano i desideri e gli obiettivi; cambia il modo di percepire le cose;
cambiano le generazioni.
Secondo uno dei più noti filosofi contemporanei, Umberto Galimberti, difatti, «In passato tutti vivevamo in una società̀ della disciplina, nata dalle angustie della povertà̀ da cui si usciva meritandoselo.
Poi il senso dei diritti ha preso il sopravvento su quello del dovere. La società̀ ti insegna che la cosa più̀ importante è il raggiungimento del piacere, perché́ questo è il motore dei consumi. E chi per missione dovrebbe allenarti alla vita, ai sentimenti, ai valori spesso è anche lui vittima del modello edonistico, che siano genitori (farsi una morosa a cinquant’anni, essere inclini al rancore e colpevolizzare sempre gli altri) o insegnanti (il lavoro come optional, il lasciar perdere di fronte ai conflitti).
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