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PROGETTO LEGALITÁ

by Carlotta Mazzi

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PROGETTO LEGALITÁ
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Racconti, fumetti, giochi e approfondimenti
su mafie e legalità
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IC GANDHI, AA. SS. 2020/2021 - 2021/2022
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UN SOGNO CON FALCONE
di Emma Fagiani, Riccardo Lavezzi, Deib Spahiu, Mathilda Tosca
Racconti e fumetti realizzati dalle classi 1E e 1F di Calendasco, A.S. 2020/2021
Speech Bubble
UN SOGNO CON FALCONE
di Emma Fagiani, Riccardo Lavezzi, Deib Spahiu, Mathilda Tosca
Speech Bubble
Paolo sta andando a letto dopo una lunga giornata. A scuola hanno appena finito di leggere il libro di Luigi Garlando “Per questo mi chiamo Giovanni”. Si addormenta e inizia a sognare... Sogna Giovanni Falcone che combatte contro un gigantesco polpo (ovvero la mafia). Poi si ritrova davanti a un muro mezzo crollato con su alcune scritte che inizia a leggere: “cosa nostra”, “cosca”, “omertà”, “silenzio”, “uomini d’onore”, “pizzo” ecc. Dietro il muro si avvicinano verso di lui delle magliette di una squadra di calcio con i nomi delle persone che hanno combattuto con Giovanni Falcone la mafia. Un attimo dopo si ritrova nell’aula sotterranea del carcere Ucciardone, dove si è svolto il maxiprocesso, e vede i mafiosi chiusi in gabbia. Ma ecco improvvisamente si trova di fronte alla strage di Capaci e vede le auto della scorta di Falcone che saltano in aria. Di colpo Paolo si sveglia e si chiede:<<Ma cos’ho sognato?>>. Il giorno dopo, il ragazzo si presenta davanti all’Albero Falcone con un bigliettino, che attacca sull’albero. Sopra c’è scritto:
‘La mafia è un fenomeno umano, e, come tutti i fenomeni umani, ha un principio, ha una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine.
Grazie. firmato: Paolo
Filippo e il bullo
di Sebastian Baiardi, Sukhpreet Kaur, Christian Del Molino, Rami Esseghir
Un giorno, in classe, Marco chiese a Filippo le carte Pokemon, Filippo rispose di no, Marco arrabbiato lo spinse contro il muro. Filippo si mise a piangere. La maestra se ne accorse e andò da lui chiedendogli cosa fosse successo, lui e i suoi compagni stettero zitti, tranne uno,che si chiamava Jason e disse che sapeva il motivo per cui Filippo stesse piangendo. La maestra mandò Marco in presidenza e il preside disse a Marco di chiedere scusa a Filippo, imparare a usare le parole e non la violenza e rispettare i suoi compagni. Intanto la maestra spiegò ai bambini, che erano rimasti in silenzio, di essere più coraggiosi e di non avere paura di parlare e denunciare le ingiustizie.
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