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il campidano

by BOI SARA

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Un viaggio alla scoperta...
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Campidano
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Sardegna, Cagliari
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by Sara Boi
COME SI PRESENTA
Il Campidano  è la più vasta pianura della Sardegna, situata nella porzione sud-occidentale dell'Isola, circa compresa tra i 40° e i 39° di latitudine nord e gli 8°30' e i 9° di longitudine est.

La pianura attraversa la provincia di Cagliari, la provincia del Sud Sardegna e la provincia di Oristano. Gli ultimi comuni del campidano oristanese sono San Vero Milis e Milis, infatti già il comune di Narbolia molto vicino ad entrambi questi ultimi paesi è considerato facente parte del Montiferru, pur essendo campidanesofono. L'ultimo paese costruito con la tecnica tradizionale tipica detta del làdiri (mattone di terra cruda, in lingua sarda) è però San Vero Milis. Tradizionalmente è suddiviso nelle subregioni del Campidano di CagliariCampidano di Sanluri e Campidano di Oristano.
Fertilissima, già dai tempi dei Fenici e dei Romani era coltivata in modo intensivo a grano e vitigni.
PRODOTTI TIPICI
Nella pianura del Campidano sono prevalenti le colture orticole quali pomodori, asparagi e soprattutto carciofi, nelle diverse qualità da quello spinoso sardo al teron, al violetto di Provenza, al tuna, al romanesco
prodotto particolare
Il pane carasau è il prodotto che ho deciso di presentare, questo è un tipico pane sardo diffuso in tutta la Sardegna, a forma di disco molto sottile e croccante, adatto a essere conservato a lungo
In alcune zone della Barbagia, come a OrgosoloOvodda e Gavoi, è preparato in forma tonda e rettangolare e di dimensioni inferiori, prendendo il nome di pane tostu o pane 'e fresa, mentre in Ogliastra è più diffusa una variante, più spessa, chiamata pistocu.
Per la sua particolare croccantezza, che ne rende rumorosa la masticazione, fuori dalla Sardegna è talvolta chiamato, in italiano, "carta da musica"; il vocabolo sardo carasau è registrato dal 2017 nel dizionario italiano Zingarelli
curiosità
Il pane carasau è il prodotto principe della Sardegna è originario della Barbagia ed è un disco di sfoglia molto sottile e croccante, perfetto per essere conservato a lungo.
Il nome "carasau" deriva dalla parola sarda "carasare", cioè "tostare", in riferimento all'ultima fase di preparazione del pane quando viene rimesso nel forno per ottenere la tipica croccantezza.
Fuori dalla Sardegna il pane carasau viene chiamato anche carta da musica.
Come si consuma
In generale il pane carasau si consuma o al naturale, per accompagnare piatti dolci o salati, oppure immerso in acqua diventando il pane "infutsu", più morbido ed ideale per essere farcito con salumi formaggi.
Inoltre se il pane carasau viene condito con olio e sale diventa il pane "guttiau", mentre se ogni singola sfoglia viene immersa in acqua bollente e cosparsa di pomodoro pecorino diventa pane "frattau".
come viene prodotto?
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Il pane carasau apporta molti carboidrati (72 grammi circa ogni 100 grammi di prodotto) che una volta introdotti nell’organismo vengono trasformati in glucosio, che a sua volta viene impiegato come energia per cervello e muscoli. La totale assenza di colesterolo lo rende un alimento adatto a essere inserito anche nelle diete di soggetti con problemi cardiovascolari.
A oggi non sono note controindicazioni al consumo di pane carasau; particolare attenzione deve essere però prestata al consumo di questo alimento da parte di soggetti diabetici per mantenere una dieta idonea alla propria condizione di salute. Poiché il pane carasau viene preparato con farine di grano o di orzo, entrambe contenenti glutine, non è adatto a celiaci e intolleranti al glutine.

è un cibo indicato per un'alimentazione sana?
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