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Ti racconto la mia esperienza a Malaga

by RAFFAELE2 VERDE

Pages 2 and 3 of 44

TI RACCONTO LA MIA ESPERIENZA...
Autore: Raffaele Verde
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1. L' inizio di un sogno!
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Tutto è cominciato da una conversazione tenutasi in classe, durante la quale la professoressa Di Costanzo, ci ha informato che da quest'anno la nostra scuola, tra le varie attività formative, aveva aderito al progetto Erasmus+ "Cittadini d'Europa". Ci comunicò che sul sito, c'erano tutte le informazioni e i moduli da compilare per poter partecipare alla selezione.
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Appresa la notizia, provavo delle strane sensazioni... pensavo che mi sarebbe veramente piaciuto entrare in contatto con persone completamente "diverse" da me e mettere alla prova le mie competenze linguistiche e comunicative, ma allo stesso tempo mi chiedevo se fossi veramente pronto ad allontanarmi per la prima volta dai miei genitori e trovarmi da solo in un paese così diverso e lontano.
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Lo stesso giorno, durante la cena, ne parlai con i miei genitori. Mio padre, subito si mostrò propenso... mia madre molto meno. Le sue parole furono: "E' sicuramente un'esperienza formativa unica, ma ti senti pronto? Io... non tanto". Però conoscendola, sapevo che me ne avrebbe riparlato, dopo aver avuto il tempo necessario per accettare l'idea del mio allontanamento. Così fu e insieme decidemmo che almeno avremo dovuto provare a partecipare al bando. I prerequisiti erano alti e compilammo i modelli mezz'ora prima della scadenza. Il primo passo era fatto! I giorni che seguirono il 25 gennaio furono impegnativi e la mia mente, forse per non rimanerci troppo male in caso di esito negativo, sembrava aver dimenticato la domanda di partecipazione al progetto.
Il 7 febbraio sembrava un giorno come tutti gli altri, sveglia, colazione e solite corse per arrivare in orario a scuola. Invece alle ore 7:50, mentre ero in macchina con mio padre, mi chiama il mio amico Angelo, che mi dice in tono allegro: "Raffaele, vai in Spagna... " Il mio cervello sembrava spento, il mio respiro affannato e il mio viso iniziò a colorarsi di rosso. Comunicai subito la notizia a mio padre e mi avviai verso i miei amici, ancora incredulo e incapace di comunicare tutte le emozioni che si agitavano dentro di me. Al suono della campanella, mi diressi in classe e ad attendermi c'era la professoressa di italiano. Le dissi: "Prof vado in Spagna!" E lei a me: "Anche io!" La mia contentezza raddoppiò, tra gli accompagnatori c'era una mia docente e questo mi infondeva grande sicurezza. Però più tardi, parlando con le altre professoresse, capii che era una graduatoria provvisoria, che chi non era stato fortunato come me, poteva fare ricorso e una commissione avrebbe fatto i dovuti controlli ed elaborato una graduatoria definitiva.
Intanto un nuovo avviso sul sito della scuola ci comunicava che il 14 febbraio si sarebbe riunita la Commissione del Progetto Erasmus per la revisione delle Graduatorie relative agli alunni partecipanti e un successivo avviso ci informava che ci sarebbe stata inviata una mail attestante l'eventuale ammissione all' Erasmus. Fortunatamente la mail di conferma è arrivata due giorni dopo ed io potevo veramente esultare. Ma potevo esultare, ero davvero felice? Si lo ero, ma la paura di essere lontano da casa con persone che non conoscevo, mi metteva tanta ansia. Intanto i giorni passavano e la partenza si avvicinava.
Il mese che seguì mi vide totalmente impegnato nello studio, interrogazioni e verifiche scritte mi tenevano molto occupato. Fu ardua anche la preparazione della valigia, portare tutto ciò che mi poteva servire e non superare i 10kg di peso è stato veramente difficilissimo. Dopo le discussioni con mia madre per la scelta degli abiti più adatti e una volta sistemati in valigia, mi resi conto che dovevo sicuramente rinunciare a qualcosa... La mia valigia già pesava 9 kg! Chiaramente non potevo portare tutti i miei amati cappelli, ne potevo scegliere solo uno da indossare per la partenza. Ma certo non volevo rinunciare ad un secondo paio di scarpe, che ho inserito nello zainetto nonostante mia madre mi diceva che facendo così lo rendevo troppo pesante e scomodo. Malgrado la notte insonne, il 27 marzo mi alzai carico di energia... era arrivato il giorno della partenza, solo poche ore mi separavano dall'inizio di questa nuova avventura. La mattinata volò e alle 16:00 ero in aeroporto.
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