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Il mistero del manoscritto rubato

by Alunni di 4,5,6 classe, scuola Am Senefelderplatz. Insegnante Vanessa Pascocci

Pages 4 and 5 of 36

Gli alunni delle classi quarta, quinta e sesta
della scuola Am Senefelderplatz

Le indagini del commissario Polpetta


IL MISTERO DEL MANOSCRITTO RUBATO




La nostra storia
comincia qui!






Siamo a Firenze nel 1300




In questo affresco del pittore Lorenzetti puoi vedere come si vestivano e come vivevano le persone intorno al 1300.
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COSA È SUCCESSO

La notte del venerdì prima della Pasqua del 1300 è successa una cosa incredibile!
Il commissario Piero Polpetta stava dormendo, quando gli venne data l'informazione che era stato derubato Dante Alighieri in persona. Piero saltò subito giù dal letto, si lavò i denti, si vestì e corse fuori. Arrivato alla casa di Dante venne subito portato sul luogo del furto.
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Il commissario Polpetta
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La casa di Dante Alighieri
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Polpetta entrò nello studio del Sommo Poeta. In lacrime Dante gli fece vedere l'armadio spaccato.
Qualcuno aveva rubato un libro scritto a mano che sarebbe potuto diventare molto famoso...
Dante raccontò che due giorni prima era stato ad una festa. Lì aveva incontrato un gruppetto di ammiratori “strani”.
Quando Piero chiese perché Dante utilizzava la parola strani, il poeta disse che non conoscevano nessuna delle sue opere!
Piero chiese al povero derubato come era il loro aspetto, lui rispose che tutti avevano un collare d'oro e una barbona (forse un travestimento?). Inoltre raccontò che uno dei tre aveva un naso gigantesco.
Ad un certo punto a Dante venne l’idea che forse i ladri potevano trovarsi al bar dove era stata organizzata la festa.
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Con questo indizio Piero andò subito al bar indicato da Dante.
In quel posto il commissario Polpetta incontrò un pittore famoso e lo interrogò.
Il pittore si chiamava Giotto, lui fece un disegno di un’ombra nera che la vicina di casa di Dante diceva di aver visto la notte del furto.
La vicina di casa.
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Il disegno fatto dal pittore Giotto.
Forse è l’ombra del ladro.
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Polpetta guardava e riguardava quel disegno, poteva essere il volto di uno degli strani ammiratori? Forse non era il giusto indizio da seguire...
Doveva concentrarsi...
Gli venne un’idea!
Piero Polpetta si fece raccontare da Dante cosa c’era scritto nel manoscritto.

Scoprì che alcune persone che erano anche alla festa erano state messe nel libro del poeta. Dante aveva scritto di loro!
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